Lazarus su Prime Video: Harlan Coben passa da Netflix e ci regala un thriller soprannaturale (ma divide)

Ana Maria Perez

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Locandina della serie Lazarus di Harlan Coben con due protagonisti maschili in primo piano.

Se siete fan accaniti di Harlan Coben, avrete notato qualcosa di strano: Lazarus non è su Netflix. Dopo anni di partnership esclusiva che ci ha regalato The Stranger, Fool Me Once, Stay Close e Missing You, lo scrittore americano più prolifico del thriller contemporaneo ha cambiato casa e ha scelto Amazon Prime Video.

Perché il tradimento? Semplice: nel 2018 Coben aveva firmato un contratto quinquennale con Netflix per adattare 14 suoi romanzi. Il contratto è scaduto. E Lazarus non è tratto da un romanzo: è un’idea originale scritta appositamente per la TV da Coben insieme al fedelissimo Danny Brocklehurst (già collaboratore in Fool Me Once e Stay Close). Libero dai vincoli Netflix, Coben ha stretto una nuova partnership con Amazon, che già nel 2023 aveva prodotto Harlan Coben’s Shelter basato sui libri di Mickey Bolitar.

Risultato? Tutti e sei gli episodi di Lazarus sono disponibili su Prime Video dal 22 ottobre 2025. E la domanda è: vale la pena di seguire Coben anche fuori da Netflix? Scopriamolo insieme!

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Una ghost story mascherata da thriller

Joel “Laz” Lazarus (Sam Claflin) è uno psichiatra forense che torna a casa dopo la morte apparentemente suicida del padre, il dottor Jonathan Lazarus (Bill Nighy), anche lui psichiatra. Ma Joel non crede al suicidio. E soprattutto, inizia ad avere esperienze inquietanti che non riesce a spiegare: visioni, voci, fenomeni paranormali.

Mentre cerca di capire cosa sia successo davvero al padre, Joel si ritrova coinvolto in una serie di casi irrisolti di omicidio. E tutto sembra collegato all’assassinio della sorella, avvenuto 25 anni prima e mai risolto. Laz si trova così a dover scavare nei vecchi file del padre, scoprendo segreti che forse sarebbe stato meglio lasciare sepolti.

Come ha spiegato lo stesso Coben a RadioTimes: “È più una ghost story, molto visiva. Ho pensato: potrei scriverlo come romanzo, ma lo vedo come serie TV”. Ed è proprio questo l’elemento che distingue Lazarus dalle precedenti opere di Coben: non è solo un thriller con colpi di scena. È un thriller psicologico con elementi soprannaturali.

I produttori esecutivi Richard Fee e Nicola Shindler lo definiscono “un thriller avvincente con una dose extra di atmosfera e orrore psicologico che lo rende particolarmente coinvolgente”. E hanno ragione: l’atmosfera c’è. Il problema è tutto il resto.

Sam Claflin urla (troppo) e Bill Nighy è sprecato

Sam Claflin (The Hunger Games, Peaky Blinders, Daisy Jones & The Six) è il protagonista assoluto della serie. Interpreta un uomo tormentato dal PTSD per la morte della sorella, dalla perdita dell’amore paterno, e ora dai fantasmi (letterali e metaforici) che lo perseguitano. Ma c’è un problema: Claflin ha solo due modalità in questa serie – piatto e privo di emozioni, oppure estremamente sconvolto e frenetico.

Come scrive un utente IMDb: “La recitazione terribile del protagonista che interpreta Lazarus, tutto quello che fa è urlare e comportarsi in modo isterico durante ogni episodio”. E purtroppo è vero: dopo tre episodi di Laz che urla, suda, corre e si dispera, l’empatia inizia a venir meno.

Bill Nighy (Love Actually, Living) nei panni del padre Jonathan avrebbe potuto essere la vera stella della serie, ma appare solo in flashback e visioni. È sprecato in un ruolo che non gli dà abbastanza spazio per brillare. Alexandra Roach interpreta Jenna Lazarus, la sorella di Laz, ma anche lei è relegata a personaggio secondario con poco sviluppo.

Gli unici personaggi interessanti sono quelli di contorno: David Fynn come Seth McGovern e Kate Ashfield come la detective Alison Brown portano un po’ di equilibrio in un cast altrimenti monodimensionale.

Il mistero si risolve… quattro volte

Uno dei problemi principali di Lazarus è la struttura narrativa. La serie “risolve” il mistero approssimativamente quattro volte, il che più che intrigante risulta confuso. Ogni volta pensi di aver capito chi è il colpevole, cosa è successo davvero, se Laz sta impazzendo o è drogato… e poi arriva un altro colpo di scena che rimescola tutto.

In teoria, è esattamente quello che ci si aspetta da Harlan Coben: plot twist, rivelazioni shock, niente è come sembra. In pratica, qui si trasforma in un accumulo di falsi indizi e soluzioni provvisorie che alla fine stancano invece di sorprendere.

Come nota un recensore: “Hanno ‘risolto’ il mistero circa 4 volte, il che è stato più confuso che contorto e psichedelico”. E il finale? Un quasi-cliffhanger che lascia più domande che risposte, chiudendo in modo simile ai precedenti episodi. Molti spettatori hanno dovuto controllare se quello fosse davvero l’ultimo episodio.

Perché è tutto così BUIO?

Una lamentela ricorrente nelle recensioni: la serie è troppo oscura. Non metaforicamente (anche), ma letteralmente. Le scene sono girate in una penombra costante che rende difficile vedere cosa succede. “Perché tutto deve essere così scuro?”, si chiede un utente IMDb. “Non riesce il pubblico ad apprezzare l”oscurità’ di una trama a meno che non sia filmata nell’oscurità?”.

La scelta stilistica è chiara: creare un’atmosfera cupa, claustrofobica, da incubo. Ma quando il sole non sembra mai splendere e le luci non sembrano mai funzionare nonostante l’ambientazione contemporanea, diventa frustrante. Alcuni spettatori hanno abbandonato la serie proprio per questo: “Volevo davvero guardare questa serie, amo le trame di Harlan Coben, ma è inguardabile”.

La colonna sonora ad alto volume, con musica misteriosa acuta anche quando non succede nulla, non aiuta. Invece di costruire tensione, diventa una distrazione.

Le recensioni: un disastro (6.2 su IMDb)

Lazarus ha debuttato il 22 ottobre 2025 con recensioni miste che tendono al negativo:

  • 6.2/10 su IMDb (voto piuttosto basso per gli standard Coben)
  • Recensioni divise: alcuni lo adorano (“thriller unico e contorto con grandi colpi di scena”), altri lo detestano (“deludente, confuso, recitazione terribile”)

La serie ha cercato di fare qualcosa di diverso – più ghost story che thriller classico – ma nel tentativo ha perso un po’ dell’identità Coben. Come nota Good Housekeeping, è “un diverso tipo di inquietudine” rispetto alle precedenti produzioni Netflix. Ma diverso non è automaticamente migliore.

Alcuni fan hanno apprezzato proprio questo cambio di registro: “Se ti piace usare le cellule cerebrali quando guardi uno show TV, questo fa per te. Costantemente cerchi di decidere chi è l’assassino. Laz sta immaginando le cose, è drogato o sta impazzendo?”. Altri invece si sono sentiti traditi: “Nonostante ami i thriller mystery, e se Sam Claflin ci recita sono quasi garantito a guardarlo, questa è una di quelle che non mantiene le promesse”.

Vale la pena vederlo?

Dipende. Se siete fan sfegatati di Harlan Coben e dovete vedere tutto quello che produce, allora sì, Lazarus è un must. Ma preparatevi a qualcosa di diverso dal solito: meno thriller poliziesco, più horror psicologico. Meno razionale, più soprannaturale.

Se invece cercate un thriller solido con una trama coerente e personaggi ben sviluppati, forse è meglio recuperare Fool Me Once o The Stranger su Netflix. Quelle sono Coben al suo meglio: intricate, sorprendenti, ma con una logica interna che regge.

Lazarus ha buone idee – l’atmosfera spettrale, il trauma familiare, il confine tra realtà e allucinazione – ma l’esecuzione è altalenante. E per una miniserie di sei episodi, non dovrebbe esserci margine di errore.

Il consiglio di tveserie.it

Lazarus è un esperimento interessante ma non del tutto riuscito. Harlan Coben prova a fare qualcosa di nuovo, ad allontanarsi dalla formula che lo ha reso celebre. E questo è coraggioso. Ma coraggio non è sinonimo di qualità.

La regia di Wayne Che Yip (The Lord of the Rings: The Rings of Power, Utopia) nei primi due episodi è visivamente interessante, ma il resto della serie non mantiene lo stesso livello. Sam Claflin fa del suo meglio con un personaggio scritto in modo isterico. E il mistero, pur con tutti i suoi colpi di scena, finisce per essere più frustrante che soddisfacente.

Consigliato per i fan di Harlan Coben che vogliono vedere qualcosa di diverso, amanti dei thriller psicologici con elementi soprannaturali, e chi non si fa problemi con serie oscure (sia nella trama che nella fotografia). Da evitare se cercate un thriller classico alla Coben o se Sam Claflin che urla per sei episodi non vi sembra un buon modo di passare il tempo.

E se volete capire perché tutti amano Harlan Coben ma Lazarus divide, guardate prima Fool Me Once su Netflix. Quella è la formula Coben perfetta. Poi decidete se volete sperimentare con questa versione più oscura e paranormale.

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