La cotta che non avevi previsto: come superare il momento

Nunzia G.

immagine stilizzata umano e cuore

Capita a tutti, almeno una volta nella vita. Non solo quando siamo adolescenti, in preda ad un tumulto di sentimenti in cui non sappiamo come destreggiarci. Anche da adulti, anche da sposati, fidanzati, impegnati, può capitare di prendersi una cotta per qualcuno.

Finché si è ragazzi o comunque single, la cosa non preoccupa più di tanto. Ma si complica quando siamo impegnati in una relazione. Questo fa sorgere delle domande, inevitabilmente. Dei dubbi sul rapporto, sul sentimento, su te stesso. Non sempre però una cotta significa che la tua relazione è finita. In realtà le motivazioni possono essere diverse, proviamo a scoprirne qualcuna, e a capire come superare questo momento.

Le motivazioni dietro la cotta quando sei impegnato

Potrebbe sembrarti un tradimento il solo pensarci, ma devi sapere che è molto più comune di quanto pensi. Sei in una relazione che procede come sempre, c’è amore e stabilità, e all’improvviso ti ritrovi a pensare ad un altro, a provare una piccola cotta. Un pensiero improvviso, che non avevi chiesto, cercato. Ma che non sta a significare che la tua storia è finita, è in crisi, o che ami meno il tuo partner. È solo che sei un essere umano, e la tua mente, il tuo corpo, continuano a funzionare e a reagire anche se sei impegnato. La frase “non ho occhi che per lui” funziona, ma fino a un certo punto. Perché gli occhi continuano a guardarsi intorno, non si chiudono.

Unisciti al canaleTV • Viaggi • Notizie Donna

Una cotta il più delle volte è un pensiero momentaneo, una fantasia che non ha nulla a che fare con la solidità del rapporto. Spesso è solo qualcosa che ti manca in quel periodo: un po’ di leggerezza, di novità. Non un reale desiderio di cambiare vita.

Il problema nasce quando la cosa ci confonde, ci fa sentire in colpa, o ci porta a mettere in discussione ciò che di buono abbiamo già costruito. Ma come superarla senza mandare all’aria tutto?

Come superare un’infatuazione quando sei in una relazione

Come abbiamo detto, il più delle volte la cotta che provi per un altro mentre sei già impegnato, ti sta solo dicendo che c’è qualcosa dentro di te che devi ascoltare. Forse vuoi solo essere di nuovo visto, considerato, apprezzato. Non vuoi un nuovo partner, vuoi che quello che ti sta accanto ti guardi di nuovo come una volta. Non sentirti in colpa, accetta le tue sensazioni.

Ovviamente cerca di non alimentare la cosa. Quasi sicuramente hai idealizzato questa persona, limita i contatti. Anche se lavorate assieme. Come? Niente pause fatte apposta per vedersi, niente chiacchiere davanti al caffè, niente messaggi al di fuori di quelli lavorativi. Elimina ogni traccia di complicità (è quella, che alimenta l’infatuazione) e inizia a guardarla come guardi gli altri, senza idealizzarla. Tutti abbiamo dei difetti, concentrati su quelli. Ridimensionala. Smetti di cercare di interpretare i suoi gesti o di immaginare possibili scenari. E se la mente parte? Fermala, e riportala alla realtà, al presente.

Non sarà facile e immediato, ma concentrati sul tuo partner e sulla tua relazione. Su ciò che hai davvero, non su quello che immagini. E che quasi mai corrisponde alla realtà. E se invece sei single e la tua cotta non ti corrisponde?

La cotta che scotta: quando non sei corrisposto

Abbiamo letto libri, poemi, trattati, sull’amore non corrisposto. Li abbiamo anche studiati sui banchi di scuola. Quello che non ci hanno insegnato è come superare il momento, come sopravvivere, come non struggersi (e distruggersi) d’amore per chi nemmeno ci vede. Possono esserci diversi motivi per cui l’altro non corrisponde: può essere già impegnato, ci possono essere impedimenti sociali, culturali, religiosi… oppure, semplicemente, nemmeno immagina che tu abbia una cotta per lui.

Anche in questo caso vige la regola: idealizzi quello che non puoi avere. La tua mente riempie dei vuoti di informazione proiettando le tue fantasie su quella persona. Che magari non conosci, o che conosci solo in parte. Anche se siete amici, anche se vi frequentate da tempo. Smetti di idealizzare l’altra persona, ridimensionala e riportala al tuo livello. Non fare come Dante, che ha messo Beatrice su un piedistallo per tutta la vita, quando non hanno nemmeno avuto mai contatti (o comunque molto pochi, da bambini pare). Idealizzare così tanto qualcuno ti fa perdere il contatto con la realtà. L’altra persona ha gli stessi difetti di tutti.

Quindi, non è un dramma, non è colpa tua, e non sei solo.

La regola pratica è la stessa: evita contatti superflui, non seguirlo ossessivamente sui social, non frequentare gli stessi posti sperando di incontrarlo, e non chiedere continuamente notizie tramite amici comuni. Non struggerti immaginando relazioni perfette che nella realtà probabilmente non lo sarebbero mai.

Se puoi, parla con qualcuno di come ti senti, chiedi aiuto per distrarti, dedicati a qualcosa che ti fa stare bene. L’amore che fa male non è amore. Più importante di tutto, è la tua salute mentale. Se l’altro non ti vuole non è colpa tua, semplicemente non è la persona per te. Sii paziente, brucia, ma passa, sempre.

Lascia un commento