Mercurio nel corpo umano: quali sono i rischi e come proteggersi a tavola

Ana Maria Perez

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Il mercurio e il corpo umano: un rapporto delicato

Cari amici e amiche di NotizieDonna, anche se abbiamo già analizzato il problema dell’accumulo di mercurio in alcuni pesci, oggi abbiamo deciso di dedicare un intero capitolo a questo elemento, poiché alcuni lettori ci hanno scritto per chiedere ulteriori approfondimenti.

Di fatto, quando sentiamo nominare il mercurio, il primo pensiero va spesso ai vecchi termometri della nonna che avevamo in casa da piccoli. In realtà, come già accennato, questo elemento è un metallo pesante presente in natura che può entrare in contatto con il nostro organismo in modo silenzioso. Il rapporto tra il mercurio e il corpo umano è decisamente delicato: non si tratta di una sostanza utile alla nostra salute, anzi, se accumulato in quantità eccessive, può diventare tossico. Una volta entrato nel nostro sistema, tende a depositarsi principalmente nei tessuti grassi, negli organi come i reni e il fegato e, purtroppo, può colpire il sistema nervoso.

In questo pezzo spieghiamo come si comporta questa sostanza, così da poterci difendere senza inutili allarmismi. Vediamo quali alimenti contengono mercurio e quando il mercurio diventa pericoloso.

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 quando sentiamo nominare il mercurio, il primo pensiero va spesso ai vecchi termometri della nonna che avevamo in casa da piccoli
quando sentiamo nominare il mercurio, il primo pensiero va spesso ai vecchi termometri della nonna che avevamo in casa da piccoli

Quali sono gli alimenti che ne contengono di più

La via principale attraverso la quale questo metallo pesante entra nelle nostre case è l’alimentazione e, in particolare, il consumo di pesce. Ma come ci finisce? Il mercurio rilasciato nell’ambiente si deposita nei mari e nei fiumi, dove i piccoli organismi lo assorbono. Attraverso la catena alimentare, la concentrazione aumenta man mano che si sale di livello. Questo significa che i pesci grandi e predatori, che vivono a lungo e mangiano molti pesci piccoli, accumulano le quantità più elevate.

Tra gli alimenti a cui prestare maggiore attenzione figurano il pesce spada (spesso con i livelli più alti, oltre 1000 µg/kg in alcune analisi), lo squalo, la verdesca e il tonno (soprattutto quello rosso e di grandi dimensioni, ma anche quello in scatola va consumato con moderazione). I pesci più piccoli, come le sarde, le alici o la trota, contengono invece livelli decisamente più bassi e sicuri.

Quando e perché questo metallo diventa pericoloso

Il mercurio non fa male se ne incontriamo una quantità minuscola una volta ogni tanto. Il vero pericolo è legato all’esposizione continua nel tempo, una condizione che porta il metallo ad accumularsi nel corpo più velocemente di quanto l’organismo riesca a eliminarlo. La forma più tossica è il metilmercurio. Se i livelli superano la soglia di sicurezza, si possono riscontrare problemi legati alla memoria, difficoltà di concentrazione, stanchezza cronica o piccoli disturbi alla vista e alla coordinazione dei movimenti. Massima attenzione devono prestare le donne in gravidanza e i bambini piccoli, poiché il sistema nervoso in pieno sviluppo è molto più sensibile agli effetti nocivi di questa sostanza.

Il mercurio non fa male se ne incontriamo una quantità minuscola una volta ogni tanto
Il mercurio non fa male se ne incontriamo una quantità minuscola una volta ogni tanto

Come stare alla larga dal rischio a tavola

Evitare i rischi non significa assolutamente rinunciare al pesce, che resta un alimento straordinario per il cuore e il cervello grazie ai grassi omega-3 salutari. La parola d’ordine è varietà. Per stare alla larga dalle concentrazioni più alte di mercurio, basta alternare le specie che portiamo in tavola, limitando il consumo di pesci grandi (come il pesce spada o il tonno) a non più di una porzione a settimana. Via libera, invece, al pesce azzurro di piccola taglia, ai crostacei e ai molluschi, che sono saporiti, economici e decisamente più puliti.

Come ricordano spesso le linee guida del Ministero della Salute, una dieta varia e bilanciata è lo scudo migliore per sfruttare al massimo i benefici del cibo. Non solo è vero che “nella varietà sta il gusto”, ma anche che la varietà elimina i potenziali rischi.

Quali esami fare per scoprire se siamo in pericolo

Se avete il dubbio di aver accumulato troppo mercurio nel vostro corpo, esistono prove specifiche e molto serie che si possono effettuare in laboratorio. Non serve affidarsi a test alternativi o poco chiari disponibili online. Gli esami ufficiali e riconosciuti dalla scienza medica analizzano campioni biologici specifici: il test del sangue mostra l’esposizione più recente, quello delle urine è utile per valutare altre forme del metallo, mentre l’analisi dei capelli (il test minerale del capello) permette di ricostruire i livelli di esposizione al mercurio negli ultimi mesi.

Se sospettate che la vostra dieta sia stata eccessivamente ricca di pesci predatori, parlatene semplicemente con il vostro medico curante, che saprà consigliarvi l’esame più adatto alla vostra situazione.

Il lavoro di ricerca di MercuRILab per affrontare la sfida

Per capire quanto la scienza si stia muovendo in questo settore e l’importanza della ricerca per comprendere ed eliminare i rischi per la nostra salute, è utilissimo osservare il lavoro di realtà specializzate come il MercuRILab (il Laboratorio Interdisciplinare di Ricerca sul Mercurio).

Il MercuRILab è un importante gruppo di ricerca dell’Università di Trieste, diretto dal professor Stefano Covelli, che da quasi trent’anni studia da vicino come questo metallo pesante si muove e si trasforma nell’ambiente e nelle acque. Gli esperti del laboratorio sviluppano tecnologie avanzate per misurare anche le più piccole tracce di mercurio, contribuendo a monitorare la sicurezza delle nostre coste e della catena alimentare. Grazie alle ricerche sul campo condotte dal professor Covelli e dal suo team, oggi conosciamo molto meglio i meccanismi di assorbimento di questa sostanza nei pesci e possiamo contare su dati sempre più precisi e scientifici per proteggere la salute pubblica.

Il MercuRILab è un importante gruppo di ricerca dell’Università di Trieste, diretto dal professor Stefano Covelli

Consigli finali per una spesa consapevole e sicura

Ricordate che la sicurezza alimentare parte sempre dalle nostre scelte quotidiane quando spingiamo il carrello della spesa. Per proteggere la salute di tutta la famiglia, abbiate l’abitudine di leggere attentamente le etichette del pesce: verificate la zona di cattura e la specie. Per rimanere sempre aggiornati sui controlli legati alla sicurezza dei cibi ed eventuali avvisi di salute pubblica, vi consigliamo di consultare regolarmente i portali ufficiali delle autorità sanitarie e dell’Istituto Superiore di Sanità, dove vengono pubblicati studi e consigli pratici per i consumatori. E seguiteci nel nostro appuntamento settimanale con i richiami alimentari. I controlli del Ministero della Salute evitano che consumiamo prodotti a rischio.

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