I lavori più richiesti: perché i giovani li rifiutano?
Ciao a tutti e tutte, cari amici e amiche di NotizieDonna! Oggi parliamo di un paradosso tutto italiano che, a pensarci bene, riguarda un po’ tutti: da un lato le aziende disperatamente alla ricerca di personale, dall’altro migliaia di giovani che faticano a trovare lavoro. Com’è possibile? La risposta sta in una lista di professioni tecniche e pratiche che le imprese cercano senza sosta ma che i ragazzi, nella grande maggioranza, escludono ancora prima di valutarle. Vediamo di cosa trattano questi lavori e, soprattutto, perché vale la pena riconsiderarli.

Il paradosso del mercato del lavoro italiano
I numeri parlano chiaro. Secondo il Sistema informativo Excelsior di Unioncamere, il 47% delle figure professionali previste per il 2026 è considerato introvabile. Pensate che le imprese italiane hanno programmato oltre 4,4 milioni di assunzioni, ma quasi una su due resta difficile da coprire. E se pensate che questo problema riguardi solo mestieri di nicchia, vi sbagliate: le aziende non riescono a trovare queste figure non per mancanza di offerte, ma perché i candidati semplicemente non ci sono. O non vogliono esserci.
A confermare i dati che vi abbiamo fornito, una ricerca del Centro Nazionale di Orientamento di ELIS insieme a Skuola.net ha evidenziato un trend noto da tempo: quasi uno studente delle superiori su due — il 48,9% — scarta a prescindere l’idea di svolgere un mestiere tecnico-pratico, un dato in aumento di quasi il 20% rispetto all’anno scorso.
La classifica 2026: i 10 lavori più introvabili
Per farvi capire di cosa stiamo parlando, vi presentiamo la sequenza ricostruita dall’Osservatorio ELIS, che vede in testa operai edili, manutentori industriali, elettricisti, saldatori, meccanici specializzati, idraulici, tecnici di automazione, programmatori CNC, tecnici di laboratorio di controllo qualità e autisti di mezzi pubblici. Ecco una panoramica di ciascuno.
1. Operaio edile specializzato nelle rifiniture
Secondo La Dolce Vita, ad aprile 2026 quasi il 72% delle posizioni di questo tipo risultava difficile da coprire. Parliamo di chi si occupa di intonaci, pavimentazioni, rivestimenti e finiture: lavori che richiedono precisione, esperienza e un know-how che non si impara in pochi giorni.
2. Manutentore industriale
La carenza di queste figure, chiamate a riparare e supervisionare le linee di produzione nel lungo periodo, potrebbe presto mettere in seria difficoltà l’intero comparto manifatturiero; per questo, chi entra in questo settore oggi ha davanti a sé una carriera solida e richiesta.
3. Impiantista elettrico / Elettricista
Dalle abitazioni private ai grandi capannoni industriali, l’energia deve scorrere in totale sicurezza. Gli esperti che installano, aggiornano e riparano questi impianti complessi sono diventati una vera e propria rarità sul mercato del lavoro.

4. Saldatore
Il saldatore è ancora indispensabile in settori come la cantieristica navale, l’edilizia e la grande industria. Le aziende, dice RadioflashPartitaiva.it, segnalano una difficoltà di reperimento pari al 66,9%. Anche questa è una professione concreta, con uno sbocco certo e uno stipendio tutt’altro che modesto.
5. Meccanico specializzato
Il meccanico specializzato è uno dei lavori sempre più legati alle nuove tecnologie elettroniche e digitali del settore automotive. Non più solo chiavi inglesi e olio motore: chi sa lavorare sui veicoli ibridi ed elettrici ha un valore doppio sul mercato.
6. Impiantista idraulico
L’impiantista idraulico è una professione che ormai comprende anche la gestione energetica, i sistemi termoidraulici e la transizione ecologica, tutti lavori con ottimi sbocchi professionali e stipendi sopra la media. In questo caso, la classifica di RadioflashPartitaiva.it indica nel 69,8% la difficoltà di reperimento, sia per i meccanici sia per gli idraulici.
7. Tecnico di automazione
Il tecnico di automazione è una figura specializzata nella gestione di robot, linee di produzione automatizzate e sistemi intelligenti. Con la diffusione dell’industria 4.0, questa professione è destinata a crescere ancora nei prossimi anni, non a ridursi; nonostante ciò, viene segnalata tra i lavori disdegnati dai ragazzi.
8. Programmatore CNC
Il programmatore CNC traduce i disegni digitali in istruzioni per macchinari ad alta precisione. È una figura che unisce competenze informatiche e manifatturiere, spesso molto ben pagata e quasi impossibile da trovare.
9. Tecnico di laboratorio / Controllo qualità
Il tecnico di laboratorio per il controllo qualità è fondamentale per garantire il rispetto degli standard produttivi del Made in Italy. Un ruolo invisibile ma strategico, senza il quale i prodotti italiani non potrebbero portare il marchio di qualità che li rende famosi nel mondo. Chi si occuperà di svolgere i lavori pratici previsti da questo settore un domani?

10. Autista di mezzi pubblici
L’autista di mezzi pubblici chiude la top ten dei lavori più ricercati e porta la questione fuori dalla fabbrica. I tecnici della salute risultano difficili da reperire nel 63,9% dei casi, ma anche gli autisti di autobus e tram mancano cronicamente nelle principali città italiane, con effetti che si vedono ogni mattina alle fermate.
Perché i giovani dicono no?
Le ragioni per cui i giovani rifiutano questi lavori sono diverse e vale la pena capirle senza giudicare. La difficoltà nasce dall’incrocio tra pochi candidati disponibili, competenze pratiche non allineate, abilitazioni richieste, esperienza su macchine o impianti specifici e bassa attrattività percepita di molte professioni tecniche.
In altre parole: c’è ancora un pregiudizio culturale radicato. Il liceo classico è ancora considerato da molte famiglie una scelta “di valore”, mentre l’istituto tecnico o professionale è considerato una seconda scelta. Il risultato è che ogni anno si sfornano migliaia di laureati in discipline umanistiche con poche prospettive di impiego, mentre le officine, i cantieri e gli impianti restano a corto di personale.
A questo paradosso si aggiunge un altro elemento: mentre molte professioni teorico-culturali, ancora oggi preferite dai giovani, saranno presumibilmente sempre più toccate dalla diffusione dell’intelligenza artificiale, i mestieri tecnico-pratici sembrano molto meno esposti a tale sostituzione. Un idraulico, un saldatore o un elettricista non può essere sostituito da un algoritmo.
Un’opportunità concreta, non una scelta di ripiego
Cari amici e amiche, in definitiva, credo che spesso non venga raccontato che molti di questi lavori garantiscono stipendi dignitosi, stabilità occupazionale e, in molti casi, la possibilità di mettersi in proprio. I profili tecnici specializzati restano i più difficili da reperire, con tempi di selezione che si allungano e retribuzioni in crescita. Chi oggi decide di formarsi come elettricista, saldatore o manutentore industriale non fa una scelta di ripiego: fa una scelta intelligente, guardando a un mercato che li cerca e che — almeno per ora — non riesce a trovarli.
Per approfondire i dati sul mercato del lavoro italiano e consultare le statistiche aggiornate, il punto di riferimento è il Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere, che pubblica ogni anno le previsioni occupazionali per tutti i settori. Se cercate lavoro per voi o per i vostri cari, o se avete dei figli indecisi sulla scelta scolastica, ora sapete quale mestieri ripagano. Buona fortuna a tutti!
