Quando pensavi di aver chiuso i conti con brufoli e punti neri insieme al diario del liceo e alle prime cotte adolescenziali, accade l’impensabile. Ti alzi, vai in bagno per la solita routine e, tra una crema idratante e un siero anti-age, spunta lui: un ospite inatteso che proprio non dovrebbe essere lì.
Per anni ci hanno raccontato che l’acne fosse solo una “fase di passaggio”, una sorta di dazio da pagare durante la crescita (per fortuna non per tutti, però) che sarebbe svanito più o meno naturalmente con l’arrivo dell’età adulta. Purtroppo, la realtà è un po’ diversa. Quello che una volta era considerato un problema da teenager è diventato un compagno di viaggio (decisamente poco gradito) per moltissime donne e uomini ben oltre i 25 o 30 anni.
Non si tratta solo di qualche imperfezione passeggera dovuta allo stress o a una serata fuori: per molti sta diventando una vera e propria condizione cronica. La cosa più spiazzante? Molte persone si ritrovano a combattere con la pelle impura per la prima volta proprio adesso, quando pensavano di doversi preoccupare solo delle prime rughe d’espressione. Insomma, se ti senti un po’ fuori tempo massimo con questo problema, sappi che non sei sola e, soprattutto, che c’è una spiegazione (e una soluzione) a tutto.

Solo un brufolo o qualcosa di più? L’acne tardiva
Innanzitutto cerchiamo di capire cosa succede. E per farlo quale parere migliore di un dermatologo. La dottoressa Paola Facheris, dermatologa presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, ne ha parlato sul sito humanitas.it. E ha precisato che la prima cosa da tenere presente è che l’acne non è un semplice inestetismo, ma una vera infiammazione che coinvolge i pori (o meglio, le ghiandole sebacee e i follicoli). Se trascurata, può lasciare segni come macchie o piccole cicatrici che diventano poi difficili da cancellare.
Ma perché succede? In parole semplici, il sebo, che dovrebbe proteggere la pelle, cambia. Non solo ne viene prodotto troppo, ma la sua qualità si altera. A questo si aggiungono le cellule morte che, invece di staccarsi normalmente, restano intrappolate nel poro creando un vero e proprio tappo. Risultato? I batteri che vivono normalmente sulla pelle trovano l’ambiente ideale per scatenare l’infiammazione. E così vediamo quei temutissimi brufoli.
Secondo la dottoressa, oggi l’acne tardiva è quasi un’epidemia silenziosa soprattutto tra le donne: colpisce spesso nella fascia 25-30 anni, ma non risparmia chi attraversa la pre-menopausa o la menopausa. E non serve aver avuto i brufoli a 15 anni per soffrirne oggi: molte donne sperimentano questa “nuova adolescenza” della pelle per la prima volta proprio da adulte, magari proprio a causa di quei piccoli o grandi terremoti ormonali che affrontiamo ogni giorno.
Purtroppo c’è da aggiungere che non si ferma solo al viso: spalle, collo e petto sono altre zone dove queste impurità, che vanno dai classici punti neri fino a cisti più profonde, possono fare la loro comparsa.
Quante volte abbiamo dato la colpa a quella tavoletta di cioccolata mangiata davanti alla TV o a una cena un po’ più “unta” del solito? In realtà, sebbene l’alimentazione conti, l’acne tardiva è un affare un po’ più complesso di un singolo peccato di gola. Non stiamo parlando infatti della classica imperfezione che spunta una volta ogni tanto, tipo quel brufoletto che appare proprio nel momento meno opportuno, magari alla vigilia di un appuntamento importante. Non tutti i brufoli sono uguali. Per capire se sei di fronte a un’acne vera e propria, bisogna osservare come si presenta.
Iniziamo dai classici punti, che non sono solo quelli neri come pensiamo. Questi ultimi infatti sono quelli aperti, ma ci sono anche quelli bianchi, che sono chiusi. E rappresentano i primi segnali di un poro che fa fatica a respirare. Siamo di fronte ad acne quando compaiono anche piccole protuberanze rosa (le papule) o quelle classiche con la punta gialla che tutte abbiamo la tentazione di schiacciare (le pustole). Sarebbe meglio non farlo comunque, perché le mani e le unghie sono sempre sporche, rischiamo di aumentare l’infiammazione.
Nei casi più seri poi si parla di noduli o cisti. Sono lesioni che restano sottopelle, sono più grandi e possono essere anche piuttosto dolorose o dare un fastidioso prurito.
Altra precisazione: a differenza dell’acne dei quindicenni che esplode spesso sulla fronte e sul naso, quella adulta ha una sua zona preferita: la linea della mascella e la mandibola. È qui che si concentra la maggior parte degli sfoghi nelle donne, anche se non è raro vederla comparire anche altrove, come abbiamo detto. Il consiglio? Non aspettare che la situazione diventi critica per correre ai ripari. Ma come mai si presenta?

Perché arriva e come combatterla
Se ti stai chiedendo perché la tua pelle abbia deciso di fare i capricci proprio ora, la risposta sta spesso in un equilibrio delicato che viene a mancare. Sebbene la genetica giochi un ruolo fondamentale perché spesso la predisposizione è scritta nel nostro DNA, spesso la colpa è anche di fattori esterni. Il primo colpevole è quasi sempre lo stress: il nostro organismo produce un eccesso di ormoni che spingono le ghiandole sebacee a lavorare troppo, intasando i pori proprio quando avremmo bisogno di apparire al meglio. Ma non è raro che l’acne tardiva sia alimentata dall’uso di integratori presi senza controllo o da una skincare troppo ricca e aggressiva. Usare prodotti non adatti alla propria pelle o eccedere con certi principi attivi può scatenare reazioni che imitano l’acne, rendendo il viso ancora più reattivo. Ecco perché, come sottolinea la dottoressa, è fondamentale evitare il fai-da-te e scegliere una routine su misura che rispetti le reali necessità della nostra barriera cutanea.
E infine, come possiamo combatterla? Anche se la tentazione di provare l’ultimo rimedio miracoloso visto sui social è forte, meglio lasciare fare agli esperti. Il dermatologo è l’unico che può capire di cosa hai davvero bisogno, poiché ognuno di noi è diverso dall’altro. Di solito se il problema è ai primi stadi, bastano detergenti mirati e creme specifiche che tengono a bada il sebo senza seccare il viso. Se invece la situazione è più ostinata, lo specialista potrebbe prescrivere una cura per bocca per agire alla radice.
Nel frattempo, pochi gesti ma fatti bene: lava il viso mattina e sera con delicatezza e usa idratanti che lascino respirare i pori. Un’altra regola d’oro? Tieni le mani lontane dal viso! Schiacciare i brufoli è il modo più veloce per procurarsi segni che farai fatica a cancellare. Anche il sole può essere un nemico: usa sempre una protezione solare specifica per evitare che i rossori si trasformino in macchie scure. Se qualche segno del passato dovesse già esserci, esistono trattamenti come peeling o laser, ma vanno fatti solo in studio medico. Insomma, curare la pelle significa volersi bene, ma bisogna farlo con criterio affidandosi solo a chi è davvero esperto.
