Vi è mai accaduto di avere un mal di testa insopportabile e di esservene accorti che l’unica confezione di antidolorifico che avete è scaduta? Che fare? La prendete o no? Certo, stiamo parlando di ibuprofene, ma si può trattare di qualcosa di molto più impegnativo, come un collirio o, ad esempio, la pillola anticoncezionale. Ebbene, in questo post vi raccontiamo se e quando si potrebbero consumare i farmaci scaduti.
La data di scadenza riportata sulla confezione
La data di scadenza riportata sulla confezione di un farmaco indica il limite entro il quale il produttore assicura la sua piena efficacia e sicurezza. Tale data viene proposta dalla ditta produttrice a seguito di studi di stabilità condotti sul medicinale, per essere poi successivamente autorizzata dalla Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) o dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA).
Molti medicinali hanno una durata compresa tra uno e cinque anni, ma il tempo di efficacia sarà subordinato a come si conservano. La Food and drug administration (che regola i farmaci negli USA), ha evidenziato come farmaci perfettamente conservati possano essere tranquillamente assunti anche diversi mesi dopo la loro scadenza.
Farmaci che durano anche più di 60 mesi dalla data di scadenza
Il risultato dello studio effettuato sulle scorte di medicinali inutilizzate dall’esercito americano ha dimostrato che l’88% dei lotti di farmaci accumulati nei magazzini rimaneva in ottime condizioni in media 66 mesi dopo la loro scadenza.

Quando i farmaci possono essere utilizzati
La scadenza dei farmaci è un argomento importantissimo, dato che riguarda la nostra salute e la nostra sicurezza, ma non c’è da impanicarsi. Sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità si legge che l’assunzione di medicinali dopo la data di scadenza è da evitare per 2 ragioni:
- le sostanze contenute nel farmaco potrebbero subire delle modificazioni chimiche, con conseguente formazione di prodotti potenzialmente tossici per l’organismo;
- la quantità di principio attivo potrebbe diminuire, con perdita dell’efficacia del farmaco stesso.
Infatti, In generale è meglio evitare di assumere farmaci scaduti, perché potrebbero perdere la loro efficacia o diventare tossici. Tuttavia, ci sono alcuni casi in cui i farmaci scaduti non fanno male e possono essere ancora utilizzati.
I fattori che indicano quando un farmaco è integro
Per capire se un farmaco scaduto si può usare o no, bisogna considerare diversi fattori, come:
- La tipologia di farmaco: alcuni farmaci sono più sensibili alla degradazione e alla perdita di efficacia, come quelli liquidi, iniettabili o biologici. Altri farmaci sono più stabili e possono durare più a lungo, come quelli solidi, in capsule o in compresse (il classico analgesico);
- La data di scadenza si riferisce alle confezioni integre e correttamente conservate. Come abbiamo detto, alcuni studi hanno dimostrato che molti farmaci possono mantenere la loro efficacia anche dopo diversi mesi o anni dalla scadenza, se conservati in modo ottimale. Quando si apre un farmaco, si interrompe il periodo di validità indicato sulla confezione;
- La modalità di conservazione. Alcuni fattori che possono accelerare il deterioramento dei farmaci sono l’umidità, la luce, il calore e le alte temperature. Per questo motivo, i farmaci vanno riposti in un luogo fresco, asciutto e al riparo dalla luce diretta e tenuti ad una temperatura ideale tra i 20 e i 25° C. Attenzione, perché alcuni farmaci, come insulina e vaccini, devono essere conservati in frigorifero a una temperatura tra i 2 e gli 8° C
- L’aspetto del farmaco: l’aspetto del farmaco può darci un’indicazione sul suo stato di conservazione. Se notiamo variazioni di colore, forma, odore o consistenza del farmaco, significa che è alterato e non va assunto. Se invece il farmaco ha un aspetto normale, potrebbe essere ancora valido.

Quando evitare di consumare farmaci scaduti
La decisione sul consumo di un farmaco scaduto o meno dipende dal caso specifico e dalla valutazione individuale del rischio-beneficio. In generale, sarebbe opportuno seguire queste regole:
- Non assumere mai farmaci scaduti se avete a disposizione quelli nuovi
- Non assumere mai farmaci scaduti se sono liquidi, iniettabili o biologici
- Non assumere mai farmaci scaduti se sono alterati nell’aspetto
- Non assumere mai farmaci scaduti se sono destinati a trattare patologie gravi o urgenti
- Assumete farmaci scaduti solo se sono solidi, in capsule o in compresse, se sono scaduti da poco tempo (massimo un anno), se sono stati conservati bene e se servono per curare disturbi lievi o transitori.
Smaltire i farmaci scaduti
Se vi siete accorti di avere in casa dei farmaci scaduti, dovete smaltirli. Come? Dipende dal farmaco e dalla sua confezione:
- Imballaggio esterno
spesso è di carta e va smaltito con essa, così come il foglietto illustrativo. - Blister, tubi e bustine vuote
una volta utilizzato il farmaco la confezione va smaltita negli appositi contenitori a seconda del materiale di cui è fatta. - Gli integratori
non sono veri e propri farmaci; pertanto, non vanno inseriti nei raccoglitori delle farmacie. Si può differenziare la scatola (nella carta), il blister (nella plastica) e l’integratore (nell’indifferenziata). - Blister e boccette
se contengono ancora il farmaco vanno smaltiti in farmacia. - Siringhe, termometri, disinfettanti e simili
vanno smaltiti secondo le regole di ogni Comune.
