Il potere del blu: tante curiosità sul colore più cliccato al mondo e i suoi tanti significati

Ana Maria Perez

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Il blu, un colore che conquista tutti

Ciao a tutti e tutte, amici e amiche di NotizieDonna! Sono curiosa di sapere se siete “curiosi” di scoprire perché il blu è il colore più “curioso” del mondo. Per “curioso” in tutte le salse non intendo ammazzare la lingua italiana, ma solo togliermi lo sfizio di indagare – per cui levarmi la curiosità – su perché questo colore è il più cliccato al mondo.

Vediamo: se facessimo un sondaggio tra tutti voi chiedendovi qual è il vostro colore preferito, sicuramente una buona fetta risponderebbe senza esitazione che predilige questo pigmento, nelle sue tante, anzi, tantissime sfumature. E se non vi siete chiesti perché ci attira così tanto e quale sia la sua reale importanza nella storia, me lo sono chiesta io e ho cercato di trovare qualche risposta.

Preparatevi, perché oggi faremo un viaggio alla scoperta delle curiosità più sorprendenti legate a questo colore e esploreremo i suoi molteplici significati attraverso le diverse culture e religioni del mondo.

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Abbiamo fatto una ricerca per scoprire perché il colore blu è il più cliccato al mondo
Abbiamo fatto una ricerca per scoprire perché il colore blu è il più cliccato al mondo

La psicologia del blu: benessere per la mente

Prima di viaggiare nel tempo, partiamo dall’effetto che questo colore ha su di noi ogni giorno. La psicologia dei colori associa universalmente il blu alla calma, alla serenità e alla fiducia. Quando gli occhi incrociano diverse sfumature di blu – soprattutto quella più chiara –, il cervello attiva risposte precise: il ritmo del nostro cuore rallenta appena appena e la pressione sanguigna si stabilizza. È il colore ideale da inserire negli spazi della casa dedicati a riposare o rilassarsi. Persino quando siamo stressati e decidiamo di staccare la spina, guardare il blu ci aiuta a ritrovare istantaneamente l’equilibrio interiore e la concentrazione.

Il cibo blu e l’effetto detox sulla nostra dieta

Un altro dettaglio curioso riguarda il rapporto tra questo colore e il mondo della cucina. Se ci pensate bene, nella natura esistono pochissimi alimenti naturalmente blu, ad eccezione di alcuni frutti di bosco e di qualche vegetale (come alcune varietà di carote o le patate viola-bluastre). Nella nostra evoluzione, il cervello ha imparato ad associare i colori caldi (come il rosso o il giallo) all’energia e all’appetito. Al contrario, il blu agisce naturalmente togliendoci l’appetito! Quindi, cari amici, se state seguendo una specifica dieta e volete evitare i continui attacchi di fame nervosa, un trucco psicologico divertente e scientificamente provato consiste nell’utilizzare piatti o tovaglie di questo colore: vi aiuterà a mangiare di meno e con più calma.

Pensate che, quando c’è un forte contrasto tra il colore del cibo e il colore del piatto, il nostro cervello percepisce la porzione come più grande (sfruttando una distorsione visiva nota come illusione di Delboeuf). Questo ci spinge a servirci porzioni più piccole e a sentirci sazi prima. Lo sapevate?

Il professor Charles Spence, noto psicologo sperimentale dell’Università di Oxford ed esperto di percezione multisensoriale, ha pubblicato numerosi studi su questo tema (ad es. nel suo libro “Gastrophysics” e in varie ricerche sulla percezione visiva).

Qui vi lasciamo un video in cui parla delle sue scoperte:

L’antico Egitto e la nascita del primo pigmento artificiale

Facciamo un salto indietro nella storia. Sapevate che per millenni il blu è stato un colore difficilissimo da ottenere? A differenza dei rossi o delle terre, facili da ricavare, il blu non si trovava facilmente nelle piante o nel suolo. I primi a farne un vero e proprio status symbol furono gli antichi egizi, che inventarono il famoso “blu egiziano”, il primo colore sintetico della storia ottenuto combinando silicio, rame e calcio. Per questa civiltà, il blu era un colore sacro, associato al fiume Nilo, al cielo stellato e alla rinascita, al punto da essere usato per dipingere le tombe dei faraoni e gli amuleti protettivi.

Il significato del blu nelle grandi religioni del mondo

Il valore spirituale del blu si ripercorre nei secoli e lo troviamo in moltissimi culti. Nella tradizione cristiana, a partire dal Medioevo, il blu diventa il colore sacro per eccellenza, indissolubilmente legato al manto della Vergine Maria come simbolo di purezza, grazia e protezione celeste. Nel buddismo, il blu profondo del lapislazzulo rappresenta la saggezza, la guarigione e la purezza della mente. Nell’induismo, invece, è il colore della pelle di divinità importantissime come Krishna e Shiva, che simboleggia l’infinito, la forza interiore e l’immensità cosmica, proprio come il cielo che racchiude l’intero universo. Lo avreste mai detto?

Nel buddismo, il blu profondo del lapislazzulo rappresenta la saggezza, la guarigione e la purezza della mente.
Nel buddismo, il blu profondo del lapislazzulo rappresenta la saggezza, la guarigione e la purezza della mente.

Cosa dice la scienza: la scoperta di questo colore da parte dell’occhio

Anche la scienza ha indagato a lungo su questa tonalità, scoprendo che la percezione del blu è relativamente recente nell’essere umano. Gli studi pubblicati sui portali del National Institutes of Health (NIH) evidenziano come in molti testi antichi (compresi i poemi di Omero) la parola “blu” non esistesse nemmeno: il mare veniva spesso descritto come “del colore del vino scuro”. Il nostro cervello ha imparato a isolare e nominare questa tonalità solo quando l’uomo ha iniziato a produrre artificialmente il pigmento, cambiando per sempre il nostro modo di osservare il mondo.

Aggiungere un tocco di blu nella nostra quotidianità

In conclusione, cari amici, il blu è molto più di una semplice sfumatura: è un rifugio per la nostra serenità, un ponte tra la storia antica e la nostra quotidianità e un controllore del nostro appetito. Non importa se decidete di indossarlo spesso per i vostri appuntamenti importanti (è tradizionalmente il colore degli abiti da sposo) o se preferite semplicemente godervi le sue sfumature durante una passeggiata in riva al mare; l’importante è che ricordiate le sue grandi proprietà rilassanti. È vero che a volte i piccoli dettagli possono arricchire le nostre giornate apportandoci benessere? Ho fatto bene a essere curiosa?

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