Saponette sprecate? Anche no: come riciclare tutti i pezzi avanzati

Nunzia G.

sapone

È vero che viviamo nell’era del sapone liquido, dei dispenser automatici e delle schiume ultratecnologiche, però tra noi resiste ancora una fiera resistenza di irriducibili della saponetta. C’è qualcosa di profondamente terapeutico nel gesto di far schiumare un pezzo di sapone tra le mani, per non parlare poi di quanto sia più sostenibile (addio plastica!) e di quel fascino un po’ rétro che trasforma subito il lavandino in un viaggio nel tempo.

Senza parlare delle saponette artigianali, che sono spesso dei piccoli capolavori: profumano di lavanda, agrumi o burro di karité, hanno colori meravigliosi e ingredienti decisamente più gentili sulla nostra pelle.

Ma, c’è un “ma”. C’è sempre. Un piccolo dramma domestico che tutte noi amanti della saponetta conosciamo fin troppo bene.

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Ovvero quel momento in cui la nostra bellissima, profumata e amatissima saponetta si riduce a un frammento minuscolo. Un pezzetto così sottile e scivoloso da essere praticamente inutilizzabile: scappa via tra le dita, si spezza, non fa quasi più schiuma e sembra destinato a morire tristemente sul fondo del portasapone. È troppo piccolo per essere impugnato, ma troppo profumato (e spesso costoso) per finire nel cestino della spazzatura senza un briciolo di rimpianto.

E allora che si fa? Spesso finiamo per accumularli, finché formano una massa informe che comunque non utilizziamo più. E invece, potremmo riutilizzarli per dare vita a qualcosa di completamente nuovo, ed evitare di sprecare una vera risorsa. Quindi vediamo cosa potremmo fare.

Il riciclo

Sapone avanzato: come non buttare via niente

Il primo suggerimento che vorremmo darti è quello di trasformare i tuoi avanzi in un trattamento esfoliante per la pelle. Non è difficile: mentre sciogli i rimasugli a bagnomaria, aggiungi un ingrediente granuloso. I fondi del caffè avanzati sono perfetti per un effetto energizzante, mentre lo zucchero di canna o l’avena sono più delicati. Una volta solidificato negli stampini, avrai un panetto pronto per la doccia che pulisce e leviga la pelle in un colpo solo.

Se non hai tempo o voglia di metterti ai fornelli anche per il sapone, c’è un’altra soluzione che richiede zero fatica. Recupera un sacchetto in fibra naturale (canapa, cotone o juta) a trama larga e infilaci dentro tutti i piccoli avanzi man mano che li produci. Quando ti sembreranno abbastanza, chiudi il sacchetto con il suo cordoncino e usalo direttamente sotto la doccia: la stoffa farà da spugna massaggiante e i pezzetti di sapone all’interno produrranno schiuma fino a consumarsi completamente.

Gli scarti di sapone poi sono ottimi alleati anche per le pulizie domestiche. Grattugia i pezzetti fino a ottenere circa un cucchiaio di scaglie e scioglile in 700 ml di acqua bollente, agitando e mescolando. Una volta che il liquido si sarà raffreddato, versalo in uno spruzzino. Il segreto per non lasciare aloni sulle piastrelle o sulla ceramica è la diluizione: meno sapone usi, più sarà facile il risciacquo. Se lo usi per pulire superfici con calcare come i sanitari, aggiungi un cucchiaio di bicarbonato per un’azione leggermente abrasiva. Otterrai un prodotto che sgrassa a fondo ma produce una schiuma leggera e facile da rimuovere, evitando che si formi una patina opaca.

Rimanendo in ambito casa, i residui delle saponette più profumate possono avere una seconda vita negli armadi. Il trucco è scioglierli e aggiungere qualche goccia di olio essenziale alla lavanda o al tea tree prima di versare il composto in piccoli stampini (vanno bene anche i tappi delle bottiglie). Una volta solide, queste pastiglie tenute tra la biancheria o i maglioni tengono lontane le tarme e diffondono un piacevole aroma di pulito.

La trasformazione

Trasformare gli avanzi in qualcosa di utile

Se stai cercando di limitare l’utilizzo della plastica, usa i tuoi avanzi per creare il sapone liquido per le mani. Il rapporto ideale è di 3 cucchiai di scaglie di sapone per ogni mezzo litro d’acqua. Fai bollire l’acqua, versa il sapone tritato, mescola finché non spariscono i grumi e lascia riposare. Se il composto risulta troppo denso una volta freddo, basta aggiungere un altro po’ d’acqua e agitare bene prima di versarlo nel dispenser.

Infine, i metodi che praticamente tutte utilizziamo. Uno è quello di unire un rimasuglio ad un nuovo sapone. Quando la tua saponetta diventa un velo quasi trasparente e impossibile da usare, inumidiscila bene insieme a quella nuova, poi premile una sull’altra e lasciale asciugare insieme: si fonderanno naturalmente. Oppure, dai vita ad un nuovo sapone da zero, un po’ un effetto patchwork. Se hai accumulato una discreta quantità di scarti (magari di colori e profumazioni diverse), puoi creare una saponetta nuova e originale. Taglia tutto a pezzetti piccoli, falli sciogliere a fuoco lentissimo con un goccio d’acqua e versa il mix in un contenitore di recupero (come un vasetto di yogurt o il cartone del latte in tetrapak tagliato). Aspetta che diventi duro, taglialo a fette e avrai tante nuove saponette pronte all’uso.

Come vedi non c’è bisogno di inventarsi chissà cosa: riciclare gli avanzi è non solo un modo per non sprecare prodotti che abbiamo pagato, ma può essere anche divertente.

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