Ti piacerebbe guadagnare soldi anche mentre dormi? Non sono impazzita, e a chi non piacerebbe.
Anche se passi ore tra social, streaming e gaming, probabilmente non hai mai sentito parlare di rendita passiva. Sembra una cosa da adulti noiosi che parlano di finanza… e invece no.
In pratica significa questo: fare qualcosa una volta e continuare a guadagnarci nel tempo, anche mentre fai altro.
E se non hai ancora l’età per lavorare e dipendi dalla paghetta, forse questa cosa potrebbe interessarti parecchio.
Guadagnare stando comodamente a casa è un sogno di molti, ma come spesso ripetiamo, nessuno ti regala niente. Oggi però internet offre interessanti spunti per arrotondare paghette e stipendi, se si sa come muoversi. Non ci sono soltanto sondaggi o la visione di video pubblicitari, ma anche la condivisione della propria connessione internet. Ovvero, mettere a disposizione la velocità della tua linea che non stai usando in quel momento.
È un sistema che sembra quasi troppo bello per essere vero: installi un software, lo lasci attivo e i soldi iniziano ad accumularsi in un salvadanaio digitale. Ma come funziona esattamente? E soprattutto, ne vale davvero la pena? In questo articolo non voglio spingerti a farlo, ma analizzeremo ogni aspetto, dai vantaggi tecnici ai rischi legati alla sicurezza.

Come funziona e perché le aziende ti pagano
Per capire come sia possibile guadagnare in questo modo, devi sapere che quando navighi o giochi usi solo una parte della tua connessione internet; tutto il resto rimane vuoto, ma tu continui a pagarlo mensilmente nel canone della bolletta. Ok, molto probabilmente lo fanno i tuoi genitori, ma insomma hai capito no?
Beh, il punto è che esistono delle aziende che hanno bisogno di quella parte vuota per far passare i propri dati.
Queste aziende creano delle app che puoi installare sul computer o sul telefono. Una volta attive, fanno una cosa molto semplice (anche se detta così sembra complicata). Immagina questo: una persona dall’altra parte del mondo vuole visitare un sito come se si trovasse in Italia. Invece di entrarci direttamente, passa “attraverso” la tua connessione e usa il tuo indirizzo IP.
Per chi non lo sapesse ancora, l’indirizzo IP è, in parole povere, il codice identificativo della tua connessione. Ogni volta che ti colleghi a internet, il tuo fornitore di servizi ti assegna un numero che dice al mondo: “Questo dispositivo si trova qui e appartiene a questo abbonamento”.
Questi clienti sono solitamente aziende che si occupano di marketing, confronto prezzi o sicurezza informatica, che hanno bisogno di vedere come appare internet da diversi posti nel mondo senza essere bloccate dai siti web.
E come funziona? Semplice: per prima cosa devi scaricare e installare l’applicazione scelta sul dispositivo che preferisci, cioè pc o smartphone. Questa rimarrà accesa senza che tu te ne accorga, mentre fai altro. Non devi cliccare nulla né interagire con il software.
Alla fine, più dati passano attraverso la tua connessione, più punti o centesimi accumuli. Una volta raggiunta una soglia minima (solitamente tra i 5 e i 20 euro), puoi richiedere il pagamento.
Ora immagino tu ti stia chiedendo il perché le aziende dovrebbero fare una cosa del genere. Perché pagherebbero proprio te? Perché non usano semplicemente i propri computer invece di pagare migliaia di utenti privati? La realtà è che i siti web oggi sono molto intelligenti: sanno riconoscere se chi si collega è un server di un ufficio o una persona reale che naviga da casa.
Se un’azienda americana volesse controllare i prezzi di un sito italiano usando i propri computer, il sito se ne accorgerebbe e bloccherebbe l’accesso, scambiandola per un ‘bot’ (un programma automatico). Usando la tua connessione, invece, l’azienda può navigare sul web proprio come faresti tu. Per il sito web, quella richiesta arriva da un utente vero che vive in Italia, e quindi non la blocca.
Ora che abbiamo chiarito come funziona e perché, restano da dire un paio di cose. Innanzitutto siamo onesti: non diventerai ricco e non potrai lasciare la scuola. Il guadagno dipende da quanta banda condividi e da quanto tempo tieni acceso il dispositivo. In media, in Italia, con un singolo computer acceso diverse ore al giorno, si possono accumulare tra i 5 e i 15 euro al mese. Non è molto vero? Ma se lo vedi come un “rimborso” per pagarti l’abbonamento a Spotify, a Netflix o per comprare qualche skin nel tuo gioco preferito, allora ha senso.

Rischi, sicurezza e perché devi assolutamente parlarne con i tuoi
E poi devo però metterti in guardia su una cosa fondamentale, perché la sicurezza online non è uno scherzo. Come abbiamo detto, quando usi queste app, qualcuno “naviga” usando il tuo indirizzo IP. E questo comporta dei rischi.
Se l’azienda che gestisce l’app non è seria e permette a un utente malintenzionato di usare la tua connessione per attività illegali, la traccia digitale porterà dritta a casa tua.
C’è poi un fattore tecnico: il rallentamento. Se hai una connessione che non è una scheggia e lasci l’app attiva mentre giochi online a titoli come Call of Duty, potresti avere dei problemi di “lag” (ritardo). Inoltre, se usi lo smartphone, l’app consumerà molta più batteria del normale, rischiando di surriscaldarlo o di rovinarne l’autonomia nel tempo.
La regola d’oro è sempre parlarne con i tuoi genitori. Soprattutto se hai meno di 18 anni, questo non è un gioco che puoi fare di nascosto. Ci sono due motivi fondamentali per cui devi assolutamente parlarne con i tuoi genitori. Intanto la linea è intestata a loro, e usarla per guadagnare senza il loro permesso non solo non è corretto, ma potrebbe violare il contratto che hanno firmato con il loro operatore. Inoltre, quasi tutte queste app pagano tramite PayPal. Per avere un conto PayPal legale devi avere almeno 18 anni. Senza l’aiuto di un adulto, non potresti mai incassare i soldi che hai accumulato. Quindi, parlane con i tuoi, spiegagli tutto e poi lascia che decidano loro.
