Only murders in the building: la serie che ha fatto innamorare tre generazioni

Ana Maria Perez

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Selena Gomez, Steve Martin e Martin Short protagonisti di Only Murders in the Building serie Disney Plus

Quando nel 2021 mi hanno detto “c’è questa nuova serie con Steve Martin, Martin Short e Selena Gomez che indagano su omicidi in un palazzo di New York”, la mia prima reazione è stata: “…cosa?” Cioè, due leggende della commedia settantenni e una pop star di ventinove? Che senso ha?

Poi l’ho vista. E ragazzi, Only Murders in the Building è diventata la mia comfort series. Quella che rivedo quando ho bisogno di sorridere, quella che consiglio a tutti indipendentemente dall’età, quella che – e qui sta il miracolo – piace incredibilmente a tre generazioni diverse. Ai miei genitori. A me. Ai miei nipoti. Tutti davanti alla TV insieme. Un fenomeno raro in questa epoca di streaming iperframmentato.

Il trio che non sapevi di volere (ma di cui avevi bisogno)

La chimica tra Steve Martin, Martin Short e Selena Gomez è qualcosa che non può essere forzato. O c’è o non c’è. E qui c’è. Eccome se c’è.

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Charles-Haden Savage (Steve Martin) è un attore di mezza età che ha avuto il suo momento di gloria negli anni ’90 con una serie poliziesca di successo. Ora vive solo nell’Arconia, un palazzo elegante dell’Upper West Side, e guarda le repliche dei suoi vecchi show mangiando corn flakes. È malinconico, gentile, un po’ solitario. Steve Martin ci mette tutta la sua grazia understatement – quella cosa per cui può far ridere senza muovere un muscolo.

Oliver Putnam (Martin Short) è un regista teatrale fallito, pieno di debiti, drammatico fino all’eccesso, capace di trasformare qualsiasi cosa in un numero da Broadway. È chiassoso, esagerato, istericamente divertente. E Martin Short – che è un genio comico da sempre – lo interpreta come solo lui sa fare: con zero vergogna e totale commitment.

Mabel Mora (Selena Gomez) è una ventottenne misteriosa con un passato complicato, che vive nell’appartamento della zia mentre lo ristruttura. È sarcastica, taciturna, con un senso dell’umorismo secco che funziona perfettamente come contrappunto ai due vecchietti isterici. E Selena Gomez – che qui dimostra un timing comico straordinario – è la straight woman perfetta del trio.

La trama: true crime diventa true comedy

La premessa è geniale nella sua semplicità. Tre sconosciuti che vivono nello stesso palazzo dell’Upper West Side condividono un’ossessione per i podcast di true crime. Quando un giovane residente, Tim Kono, viene trovato morto nel suo appartamento, la polizia archivia subito come suicidio. Ma Charles, Oliver e Mabel non ci credono.

Così decidono di fare quello che farebbe qualsiasi persona normale e ben adattata: indagare loro stessi e registrare un podcast chiamato “Only Murders in the Building”. Ovviamente senza competenze investigative, senza permessi, infrangendo circa un milione di leggi.

E da lì è un crescendo di suspense, rivelazioni, colpi di scena, segreti oscuri del palazzo, e—soprattutto—momenti di pura comedy gold. Perché questa serie riesce a fare una cosa rarissima: essere allo stesso tempo un mystery genuinamente intrigante e una commedia esilarante.

Cinque stagioni e non sentirle

La serie è stata un successo talmente grande che è arrivata alla quinta stagione (uscita il 9 settembre 2025 su Disney+). Ogni stagione ha 10 episodi di circa 30 minuti l’uno. Perfetto per il binge-watching.

Ogni stagione ruota attorno a un nuovo omicidio nell’Arconia o nei suoi dintorni:

  • Stagione 1: Tim Kono
  • Stagione 2: Bunny Folger, la presidente del consiglio condominiale
  • Stagione 3: Ben Glenroy, attore di Broadway (interpretato da Paul Rudd)
  • Stagione 4: Hollywood chiama! I tre vanno a Los Angeles
  • Stagione 5: Il portiere dell’Arconia, Lester

E ogni stagione ha guest star pazzesche. Parlo di Meryl Streep (che nella stagione 3 e 4 interpreta Loretta, la fidanzata di Oliver), Paul Rudd, Tina Fey, Amy Ryan, Nathan Lane, Sting (che interpreta se stesso), Cara Delevingne, Shirley MacLaine, Jane Lynch, Molly Shannon, Eva Longoria, Eugene Levy, Zach Galifianakis.

La lista è infinita. È come se ogni attore di Hollywood volesse fare una comparsata in questa serie. E si capisce perché: è divertentissima, ben scritta, e ti fa lavorare con Steve Martin e Martin Short. Chi rifiuterebbe?

Il fenomeno culturale

Quello che mi affascina di più di questa serie è il suo impatto culturale. Ha riportato in auge Steve Martin e Martin Short per una nuova generazione che forse non li conosceva. Ha mostrato che Selena Gomez sa recitare (e come, altro che solo cantare). Ha fatto scoprire il true crime come genere a chi magari non lo seguiva.

E poi c’è questo: ha creato conversazione tra generazioni. I miei genitori guardano la serie per Steve Martin e Martin Short, che sono cresciuti guardando. Io la guardo perché è intelligente e divertente. I più giovani la guardano per Selena Gomez. Ma alla fine guardiamo tutti la stessa cosa e ci piace per gli stessi motivi: è ben scritta, ben recitata, e ti fa ridere mentre ti tiene con il fiato sospeso.

Una delle cose più belle di questa serie è che Steve Martin, Martin Short e Selena Gomez sono diventati amici nella vita reale. Non è marketing. È genuino.

Selena ha raccontato in interviste di essere stata terrificata il primo giorno sul set. Incontrare due leggende della commedia americana quando hai 28 anni e sei principalmente conosciuta come cantante pop non dev’essere facile. Ma Martin Short ha raccontato che nel giro di due minuti in sala trucco, aveva capito che Selena era perfetta per il ruolo. Steve Martin ha detto che lavorare con lei è stato “una gioia”.

E si vede. La chimica on screen è reale perché l’affetto off screen è reale.

Perché dovreste recuperarla (o rivederla)

Se non avete ancora visto Only Murders in the Building, cosa state aspettando? È su Disney+. Sono 50 episodi di pura gioia televisiva. È divertente senza essere stupida. È misteriosa senza essere pretenzioso. È commovente senza essere sdolcinata.

E se l’avete già vista? Rivedetela. Io l’ho rivista tre volte e ogni volta trovo dettagli nuovi, battute che mi erano sfuggite, indizi che non avevo notato. È il tipo di serie che premia la revisione.

In un’epoca in cui le serie TV sembrano tutte ugual – o troppo cupe, o troppo superficiali, o troppo lunghe – Only Murders in the Building è un miracolo di equilibrio. È comfort TV della migliore qualità possibile. Quindi sì, guardatela. Su Disney+.

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