Morbo di Crohn: gestire l’infiammazione con la dieta: 7 accorgimenti. La regolarità dell’intestino è fonte di benessere

Ana Maria Perez

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Il morbo di Crohn: l’intestino è il nostro secondo cervello

Cari lettori di NotizieDonna, oggi affrontiamo un argomento delicato e fondamentale per il benessere intestinale, ispirati dalla saggezza e dalla coraggiosa testimonianza di una nostra lettrice. Ci ha scritto recentemente, raccontandoci della sua lotta non solo contro l’intolleranza al lattosio, ma anche contro una sensibilità allo zucchero meno conosciuto, il lattulosio, e di come queste reazioni siano legate alla sua condizione: il morbo di Crohn. Prendiamo spunto dalla sua testimonianza per parlare di questo disturbo e di come può essere contrastato, con pazienza e dedizione.

L'intolleranza al lattulosio può creare gravi disturbi all'intestino che possono sfociare nel Morbo di Crohn
L’intolleranza al lattulosio può creare gravi disturbi all’intestino che possono sfociare nel Morbo di Crohn

Dalla semplice intolleranza al morbo di Crohn: facciamo chiarezza

La lettrice ha centrato un punto cruciale: i disturbi digestivi non sono sempre “solo” una questione di cattiva digestione. Possono essere spie di patologie più complesse, che coinvolgono il sistema immunitario. Il morbo di Crohn rientra in questa categoria. Fa parte delle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) ed è una condizione autoimmune che causa un’infiammazione cronica, che può colpire qualsiasi tratto del tubo digerente, dalla bocca all’ano. L’infiammazione è persistente, ciclica, e può danneggiare in modo significativo la parete intestinale. Per gestire il morbo di Crohn correttamente bisogna imparare ad ascoltare il proprio corpo e sapere che la dieta gioca un ruolo da protagonista assoluto.

Lattosio e lattulosio: non sono la stessa cosa

Per chi soffre di una MICI, il latte e i suoi zuccheri possono diventare un campo minato. Dobbiamo distinguere due molecole:

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Il lattosio è lo zucchero naturale del latte. L’intolleranza nasce dalla carenza dell’enzima lattasi. Purtroppo, nei pazienti con morbo di Crohn, l’infiammazione cronica può danneggiare le cellule intestinali che producono la lattasi. Di conseguenza, il morbo di Crohn spesso causa (o aggrava) un’intolleranza al lattosio acquisita, i cui sintomi si sommano a quelli della malattia di base.

Il lattulosio, invece, è un disaccaride che l’organismo umano non assorbe per natura. Non è presente nel latte crudo, ma si forma in piccole quantità nel latte sottoposto a trattamenti termici intensi (come il latte a lunga conservazione o UHT). Viene usato in medicina come lassativo o come strumento diagnostico. Se il lattulosio provoca i sintomi di diarrea e gonfiore (come descritto dalla nostra lettrice), è perché agisce con la sua naturale azione lassativa.

Sul mercato sono presenti molti prodotti per le intolleranze agli zuccheri del latte
Sul mercato sono presenti molti prodotti per le intolleranze agli zuccheri del latte

Le 7 regole fisse per proteggere l’intestino

Se stiamo affrontando il morbo di Crohn, possiamo adottare strategie alimentari mirate per ridurre l’infiammazione e alleviare i fastidi. Ricordate, ogni corpo è diverso, ma questi principi sono universalmente utili:

  1. Eliminare il lattosio (e monitorare i derivati): date la forte probabilità di intolleranza secondaria, eliminate il lattosio. Scegliete prodotti delattosati, oppure provate i prodotti di capra e pecora (come fa la lettrice), che per alcuni sono meglio tollerati per la diversa struttura proteica.
  2. Attenzione ai grassi: nelle fasi acute, i grassi possono essere difficili da assorbire. Scegliete tagli di carne magra e cotture leggere, limitando i fritti e gli alimenti eccessivamente conditi.
  3. Fibre intelligenti: le fibre sono fondamentali, ma devono essere gestite con saggezza. Nelle fasi di remissione, preferite le fibre solubili (presenti ad esempio nelle mele sbucciate, banane mature, avena). Durante le fasi acute, riducete drasticamente le fibre insolubili (verdure crude, legumi con la buccia, cereali integrali).
  4. Cottura e preparazione: consumate frutta e verdura cotte, lessate o al vapore. La cottura ammorbidisce le fibre e rende gli alimenti molto più facili da digerire per un intestino infiammato.
  5. Micronutrienti essenziali: il morbo di Crohn può portare a malassorbimento, causando carenze di Vitamina B12, ferro e Vitamina D. Discutete con il vostro medico l’integrazione, specialmente se siete costretti a eliminare interi gruppi alimentari (come i latticini, importanti fonti di calcio).
  6. Idratazione costante: soprattutto in caso di diarrea, l’acqua è cruciale. Bevete molta acqua e bevande a temperatura ambiente.
  7. La regola del test personale: non esiste una dieta universale per il morbo di Crohn. Tenete un diario alimentare per identificare gli alimenti che peggiorano i vostri sintomi, anche quelli considerati “sani”.

Gli alimenti consigliabili e quelli da evitare che coloro che soffrono di questo disturbo

Alimenti consigliati

Anche se dipende dalla gravità del disturbo da persona a persona, gli alimenti generalmente consigliati, in quanto facili da digerire, sono quelli che contengono proteine magre, come il pollo e il tacchino (senza pelle), il pesce magro cotto (merluzzo, sogliola, platessa), le uova e il tofu. Altri alimenti che possono essere consumati liberamente sono i carboidrati con un contenuto di fibre basso, come il riso bianco, la pasta e il pane fatti con farina bianca raffinata, e le patate. Infine, siano benvenute frutta e verdura cotta come lebanane, le mele, le pere, la carota.

Alcuni latticini non sono vietati se tollerati e delattosati, comeil latte senza lattosio, lo yogurt magro con fermenti lattici vivi e i formaggi freschi leggeri (ricotta, crescenza).

Quanto ai grassi, sono ben tollerati il nostro famoso olio d’oliva extra vergine (usato con moderazione) e brodi chiari di carne o verdura.

La ricotta è un prodotto che può essere consumato dalle persone affette dal Morbo di Chron
La ricotta è un prodotto che può essere consumato dalle persone affette dal Morbo di Chron

Alimenti da limitare o evitare, poiché potenzialmente irritanti

È fondamentale limitare o eliminare i seguenti cibi, soprattutto durante una riacutizzazione del disturbo: frutta e verdura crude (soprattutto cavoli, broccoli, cavolfiori e peperoni), legumi secchi (fagioli, ceci, lenticchie) – specialmente con la buccia, noci, semi, popcorn e frutta secca intera e cereali integrali e crusca (pane integrale, riso integrale).

Quanto ai grassi, evitate i cibi grassi e fritti, le carni rosse e i salumi e le salse ricche di grassi, come la maionese, la panna e le salse cremose. Inoltre, vanno evitate le spezie e altri alimenti irritanti come il peperoncino e le spezie piccanti, la caffeina (caffè, tè nero forte, cola), gli alcolici (birra, vino, superalcolici) e le bevande gassate.

Relativamente agli zuccheri, dite no allebevande industriali molto zuccherate o succhi di frutta non diluiti e ai dolci elaborati e ricchi di grassi.

Il prezzo del benessere

Comprendiamo perfettamente il cruccio della lettrice riguardo i costi dei prodotti specializzati. È vero, il latte e i formaggi delattosati o di capra/pecora costano di più. È qui che l’importanza di una diagnosi corretta diventa cruciale. Se l’intolleranza è stata diagnosticata, le restrizioni sono necessarie. Se invece l’eliminazione è basata solo su tentativi, si rischia di spendere molto e di privarsi inutilmente di nutrienti essenziali.

Consultare sempre un gastroenterologo e un nutrizionista specializzato in MICI è il modo più efficace per definire un piano alimentare personalizzato, garantendo il giusto apporto nutritivo senza dover ricorrere a restrizioni o acquisti eccessivi e non necessari.

Ricordate sempre che il percorso con il morbo di Crohn è una maratona, non uno sprint. L’equilibrio tra dieta, terapia farmacologica e benessere psicologico è la chiave per vivere una vita piena e serena. Prendiamoci cura del nostro intestino, il nostro “secondo cervello”.

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