Hantavirus: i contagi sulla MV Hondius
Ciao a tutti e tutte, cari amici e amiche di NotizieDonna! Negli ultimi giorni si sta parlando molto dell’Hantavirus e dei contagiati a bordo della MV Hondius, approdata ieri, 10 maggio, a Tenerife, tra cui un cittadino francese che presenta sintomi attribuibili al virus. Intanto, tutti i passeggeri sono stati messi in quarantena e gli esperti chiariscono che non siamo di fronte a una nuova pandemia, bensì a una rara esposizione localizzata per cui non dobbiamo allarmarci, anche se il ricordo della pandemia è ancora latente in noi.
In questo clima di preoccupazione generale, abbiamo pensato di fare un po’ di chiarezza e di raccontarvi di questo “intruso”, che, diversamente dal Covid-19, non è un “nuovo arrivato”. Di fatto, il nome del virus deriva dal fiume Hantan, in Corea del Sud, dove fu isolato per la prima volta negli anni ’70 dal dottor Ho-Wang Lee. Tuttavia, la scienza ritiene che il virus circoli da secoli, restando silente finché il contatto tra uomo e natura non si è fatto troppo stretto. Impariamo a conoscerlo e, certamente, evitiamolo adottando alcune azioni di buon senso che vi illustriamo di seguito.

I numeri che fanno riflettere: una mortalità silenziosa
Secondo i dati aggiornati della CNN, l’Hantavirus non è un nemico da sottovalutare, anche se i casi non sono numerosi. Nelle Americhe, la sindrome polmonare (HPS) presenta un tasso di mortalità compreso tra il 20% e il 40%, con picchi del 50% nei casi più gravi. In particolare, il ceppo “Andes virus” — quello sospettato per alcuni casi recenti in Argentina e a bordo della nave da crociera — è l’unico che può mostrare una rarissima trasmissione da persona a persona. A livello internazionale, si calcola che i casi si aggirino tra 10.000 e 100.000 all’anno, numeri bassi rispetto ad altre malattie, ma che devono essere presi in considerazione per la loro aggressività.
Come nasce il virus: dai roditori all’uomo
L’Hantavirus ha un’origine antica e “naturale”: i suoi serbatoi sono i piccoli roditori, come topi muschiati e ratti cervini, che trasmettono il virus non tramite morsi, come molti pensano, ma attraverso l’inalazione delle loro secrezioni (saliva, urina e feci). Il contagio avviene spesso quando l’essere umano entra in contatto con polvere contaminata in luoghi chiusi e polverosi, come vecchi capanni, solai o baite di montagna.
Tuttavia, vogliamo rassicurarvi: in Europa, fortunatamente, le varianti presenti (come il virus Puumala) sono generalmente meno letali, con tassi di mortalità inferiori all’1%. I casi scoppiati a bordo della nave da crociera sono isolati. Affidarsi a fonti scientifiche certificate, come l’Istituto Superiore di Sanità o il portale dell’Epicentro, è l’unico modo per avere dati reali e non cadere nel panico da fake news.

Sintomi e decorso: una corsa contro il tempo
Riconoscere l’Hantavirus non è facile perché i primi segnali sembrano quelli di una banale influenza: febbre alta, brividi, dolori muscolari (soprattutto alle cosce e alla schiena) e stanchezza profonda. Tuttavia, i dati della CNN evidenziano che il quadro clinico può precipitare rapidamente tra i 4 e i 10 giorni dopo i primi sintomi, con conseguenti gravi difficoltà respiratorie e l’accumulo di liquidi nei polmoni. La gravità dipende dal ceppo virale, ma la sindrome polmonare può essere molto aggressiva; quindi, se avvertite sintomi di questo tipo, consultate subito un medico: secondo i dati del Ministero della Salute, la tempestività è fondamentale per la nostra salute.
La prevenzione: come proteggere la casa
Per fortuna, l’Hantavirus è estremamente fragile al di fuori del suo ospite e può essere facilmente eliminato. I siti specializzati, come Epicentro, suggeriscono di non sollevare mai polvere con la scopa in ambienti potenzialmente contaminati, che nel nostro Paese non sono stati individuati. In ogni caso, quando si puliscono vecchie cantine e spazi molto polverosi, bisognerebbe spruzzare le superfici con una miscela di acqua e candeggina (o con disinfettanti comuni) prima di procedere alla pulizia. Inoltre, usare guanti e mascherine N95 è una scelta oculata che non costa (quasi) nulla e garantisce una protezione praticamente totale.

Aneddoti dalla cronaca: dalla foresta alle crociere di lusso
La storia dell’Hantavirus è piena di episodi singolari. Oltre al celebre caso del parco di Yosemite del 2012 (le autorità dovettero rintracciare e avvisare oltre 230.000 persone che avevano soggiornato nel parco in quel periodo), i giornali hanno recentemente riportato storie di escursionisti che hanno contratto il virus dormendo in rifugi non correttamente aerati. Il recente caso della MV Hondius aggiunge un nuovo capitolo. Questi racconti non servono a spaventarci, ma a insegnarci che la natura richiede rispetto e una conoscenza aggiornata delle regole igienico-sanitarie. Ad esempio, dal 2012 le regole di disinfestazione dei campeggi estivi negli Stati Uniti sono cambiate radicalmente, soprattutto nelle zone favorevoli alla presenza di topi cervini.
Conclusioni: rimanete informati senza panico
In conclusione, cari amici e amiche di NotizieDonna, l’Hantavirus resta una malattia rara ma seria. I numeri riportati dalla CNN ci dicono infatti che dobbiamo mantenere alta la vigilanza, specialmente se ci piace l’avventura e il contatto con la natura, ma non dobbiamo impanicarci: dobbiamo informarci, il che è gratis ed è lo strumento più efficace che abbiamo per proteggere noi stessi e i nostri cari. Intanto, noi continueremo a monitorare l’Hantavirus finché le autorità non confermeranno che è stato debellato, oltre che controllato nei casi scoppiati recentemente, che abbiamo attenzionato in questo articolo. Speriamo molto presto!
