Il cielo del 2026 si prepara a regalare spettacoli straordinari. Dopo anni di attesa, torna l’eclissi totale di sole in Europa, accompagnata da una sequenza di eventi celesti che renderanno questo anno indimenticabile per chiunque ami alzare lo sguardo verso le stelle.
L’astronomia non è solo una scienza riservata agli esperti con telescopi professionali. È anche l’arte di meravigliarsi davanti alla bellezza del cosmo, accessibile a tutti con un po’ di curiosità e la voglia di regalarsi momenti speciali sotto il cielo stellato.
Il 2026 sarà generoso con chi saprà cogliere le sue occasioni: eclissi spettacolari e piogge di stelle cadenti nelle notti più buie. Scopriamo insieme il calendario degli eventi da segnare con il pennarello rosso.

La grande eclissi di agosto: quando il sole si nasconde
Il 12 agosto 2026 passerà alla storia come una data memorabile per l’astronomia europea. Dopo più di un quarto di secolo, l’ultima volta fu l’11 agosto del 1999, il vecchio continente sarà teatro di una eclissi totale di Sole. La Luna si posizionerà perfettamente tra la Terra e il Sole, oscurandolo completamente in una stretta fascia che attraverserà la Spagna continentale, le isole Baleari, l’Islanda e la Groenlandia.
In Spagna, le città fortunate che si troveranno nel cammino di totalità vedranno il giorno trasformarsi improvvisamente in notte. Valladolid, Saragozza, Valencia, Oviedo e le splendide Baleari sperimenteranno per alcuni minuti uno dei fenomeni naturali più straordinari che si possano osservare. Il disco solare scomparirà completamente lasciando visibile solo la corona luminosa del Sole, un anello argenteo sospeso in un cielo scuro. Le stelle diventeranno visibili in pieno giorno e la temperatura scenderà percettibilmente.
Per l’Italia l’eclissi sarà parziale, ma questo non la rende meno affascinante. L’evento astronomico inizierà alle 18:34, orario perfetto per l’osservazione dal momento che il Sole sarà ancora alto sull’orizzonte occidentale. Le regioni settentrionali saranno le più fortunate: città come Torino, Milano, Genova, Venezia e Bologna vedranno il disco solare oscurato per oltre il novanta percento.
A Torino si raggiungerà addirittura il novantatré per cento di copertura, una percentuale che si avvicina moltissimo alla totalità e che regalerà uno scenario davvero suggestivo.
Man mano che si scende lungo la penisola, la percentuale di oscuramento diminuirà gradualmente. A Roma il Sole risulterà coperto per circa il settantacinque percento, mentre a Napoli si arriverà al quarantacinque percento. Anche se l’eclissi sarà parziale, l’esperienza rimarrà comunque straordinaria: la luce del giorno assumerà una tonalità particolare, quasi irreale, e chi osserverà con gli occhiali protettivi appositi potrà assistere al progressivo avanzamento della Luna sul disco solare.
Un’avvertenza fondamentale: non si deve mai guardare il Sole direttamente, nemmeno durante l’eclissi. I raggi solari possono causare danni permanenti alla retina in pochi secondi. È indispensabile utilizzare occhiali da eclissi certificati, che si possono acquistare online o nei negozi specializzati. Chi vuole immortalare l’evento con la fotografia dovrà dotarsi di filtri solari anche per la macchina fotografica o lo smartphone.
Stelle cadenti sotto il cielo più buio: le Perseidi perfette
Lo stesso 12 agosto, proprio nella notte dell’eclissi solare, raggiungeranno il loro picco le Perseidi. Questa coincidenza rende la data ancora più speciale e crea una combinazione di eventi astronomici davvero rara. Le Perseidi, conosciute tradizionalmente come lacrime di San Lorenzo, sono generate dai detriti della cometa Swift-Tuttle che la Terra incontra ogni anno attraversando la sua orbita.
Quest’anno il picco delle Perseidi coinciderà con la fase di Luna nuova, il che significa che il satellite naturale non disturberà affatto l’osservazione. Il cielo sarà perfettamente buio, senza la luce lunare a offuscare le meteore meno luminose. Nelle condizioni ideali, lontano dalle luci della città, si potranno avvistare fino a cento meteore ogni ora. Le scie luminose solcheranno il cielo in tutte le direzioni, anche se sembreranno provenire dalla costellazione di Perseo, da cui lo sciame prende il nome.
Per osservare al meglio le Perseidi non servono telescopi o binocoli. Bastano gli occhi, un luogo buio e un po’ di pazienza. L’ideale è trovare un posto lontano dall’inquinamento luminoso delle città, magari in collina o in montagna, con l’orizzonte libero e sgombro da ostacoli. Le meteore sono visibili per tutta la notte, ma le ore migliori sono quelle dopo la mezzanotte fino all’alba, quando il radiante si trova più alto nel cielo. Portate con voi una coperta o una sedia reclinabile: osservare le stelle cadenti sdraiati è molto più comodo che stare con il collo piegato all’indietro.
Un consiglio importante è quello di dare tempo agli occhi di adattarsi all’oscurità. Servono almeno venti o trenta minuti perché la vista si abitui al buio e diventi capace di percepire anche le meteore più deboli. Evitate quindi di guardare lo schermo del telefono durante l’osservazione, perché la luce blu resetta completamente l’adattamento al buio e dovrete ricominciare da capo. Se proprio dovete consultare una mappa stellare o verificare l’ora, usate una torcia con filtro rosso o attivate la modalità notturna del dispositivo.
Le Perseidi non saranno l’unico sciame meteorico del 2026. A dicembre le Geminidi offriranno un altro spettacolo interessante. Il picco è previsto per la notte tra il 13 e il 14 dicembre, con la Luna che tramonterà presto lasciando il cielo buio nella parte centrale della notte.
La Luna protagonista: tredici pleniluni e una superluna natalizia
Per la prima volta da molto tempo, il calendario lunare conterà ben tredici lune piene invece delle consuete dodici. Questo fenomeno si verifica quando due pleniluni cadono nello stesso mese, evento che accadrà a maggio: la prima luna piena sarà il primo del mese, mentre la seconda, chiamata tradizionalmente Luna Blu, brillerà il 31 maggio. Questa seconda Luna piena di maggio sarà anche una microluna, cioè una Luna piena che coincide con l’apogeo, il punto di massima distanza dalla Terra. Apparirà quindi leggermente più piccola e meno luminosa del normale.
Ma il vero spettacolo lunare dell’anno arriverà la notte della Vigilia di Natale, il 24 dicembre 2026, il cielo si illuminerà della superluna più grande e luminosa dal 2019. Sarà anche una delle superlune più notevoli di tutto il secolo.
Rispetto a una microluna, una superluna può apparire fino al 14% più grande e fino al 30% più luminosa. La differenza non è enorme se osservata a occhio nudo, ma diventa apprezzabile se si confrontano fotografie scattate in momenti diversi dell’anno dalla stessa posizione.
La superluna natalizia sarà conosciuta con diversi nomi tradizionali. I nativi americani la chiamavano Luna Fredda, per il gelo che caratterizza dicembre nell’emisfero boreale, oppure Luna delle Lunghe Notti, perché sorge in corrispondenza delle notti più lunghe dell’anno, subito dopo il solstizio d’inverno. Le popolazioni di origine celtica la chiamavano Luna prima di Yule, dove Yule indica proprio il solstizio invernale. La coincidenza con la Vigilia di Natale la rende ancora più magica e speciale, un dono del cielo per concludere l’anno in bellezza.

Le eclissi lunari: quando la Terra fa ombra
Il 2026 regalerà anche due eclissi lunari, fenomeni complementari alle eclissi solari che si verificano quando la Terra si interpone tra il Sole e la Luna proiettando la sua ombra sul satellite. La prima sarà una eclissi lunare totale nella notte tra il 2 e il 3 marzo. La Luna del Verme, così chiamata perché marzo era il mese in cui i lombrichi ricomparivano sulla superficie dopo l’inverno, attraverserà completamente il cono d’ombra terrestre per 58 minuti.
La seconda eclissi lunare dell’anno avverrà invece nelle prime ore del mattino del 28 agosto e sarà visibile anche dal nostro Paese. Si tratterà di una eclissi parziale molto profonda, con il 93% del disco lunare immerso nell’ombra della Terra. Anche se tecnicamente non sarà totale, la differenza sarà minima e lo spettacolo rimarrà comunque impressionante. La Luna dello Storione, così chiamata perché agosto era il mese in cui questi pesci risalivano i fiumi ed erano più facili da pescare, assumerà quella caratteristica tonalità arancione intenso che contraddistingue le eclissi lunari profonde.
L’eclissi sarà visibile dall’Europa, dall’Africa, dalle Americhe e dall’oceano Atlantico. In Italia il fenomeno si verificherà all’alba, con la Luna bassa sull’orizzonte occidentale. Per osservarla al meglio bisognerà trovare una posizione con una buona visuale verso ovest, libera da ostacoli come palazzi o montagne. Le eclissi lunari, a differenza di quelle solari, possono essere osservate tranquillamente a occhio nudo senza alcun pericolo per la vista.
I baci celesti: quando i pianeti danzano insieme
Il cielo del 2026 offrirà anche numerose congiunzioni planetarie, quegli incontri ravvicinati apparenti tra corpi celesti che dalla Terra sembrano avvicinarsi fino quasi a toccarsi. In realtà si trovano a distanze enormi l’uno dall’altro, ma l’allineamento prospettico crea scenari particolarmente fotogenici e affascinanti da osservare.
Una delle congiunzioni più belle coinvolgerà Venere e Giove il 9 giugno. I due pianeti più luminosi del cielo notturno si troveranno separati da appena un grado e mezzo, una distanza equivalente a circa tre diametri lunari. Il loro incontro nella costellazione dei Gemelli sarà visibile nel cielo serale e regalerà un’immagine davvero suggestiva: Venere brillerà con il suo caratteristico splendore argenteo mentre Giove, leggermente meno luminoso ma comunque molto visibile, le farà compagnia creando una coppia perfetta.
La Luna sarà protagonista di due splendide occultazioni di Venere, il 17 giugno e il 14 settembre. Durante questi eventi il disco lunare passerà letteralmente davanti al pianeta nascondendolo completamente per alcuni minuti. Le occultazioni si verificheranno nel crepuscolo, quando il cielo non è ancora completamente buio, rendendo l’osservazione ancora più affascinante perché la luce residua del giorno farà risaltare la luminosità della Luna e di Venere.
Il 24 marzo e ancora il 9 giugno assisteremo ad altri avvicinamenti tra Luna e Venere che daranno vita a scenari particolarmente fotogenici. A luglio sarà il turno di Marte: l’11 luglio, poco prima dell’alba, la Luna crescente si troverà vicino al pianeta rosso e all’ammasso stellare delle Pleiadi, formando una triangolazione spettacolare.
A novembre, il 16 per la precisione, Marte e Giove si avvicineranno fino a poco più di un grado di distanza. I due pianeti brilleranno intensamente nel cielo notturno offrendo uno spettacolo che anche i meno esperti potranno apprezzare.
Queste congiunzioni sono ottime occasioni per avvicinarsi all’osservazione astronomica senza necessariamente possedere strumenti costosi: a occhio nudo o con un semplice binocolo si possono già apprezzare i movimenti dei pianeti e le loro danze celesti.
I visitatori ghiacciati: le comete del 2026
Le comete sono sempre gli oggetti più imprevedibili e affascinanti del cielo. Questi corpi celesti composti di ghiaccio, polvere e roccia provengono dalle regioni più remote del Sistema Solare e quando si avvicinano al Sole sviluppano le caratteristiche code che li rendono spettacolari.
La cometa C/2025 R3 PANSTARRS raggiungerà il perielio, il punto di massimo avvicinamento al Sole, il 16 aprile e passerà alla minima distanza dalla Terra il 26 aprile. Le stime iniziali suggeriscono che potrebbe raggiungere una magnitudine compresa tra tre e sei, il che la renderebbe visibile a occhio nudo, almeno teoricamente. Gli osservatori dell’emisfero boreale saranno favoriti perché la cometa arriverà da nord dell’eclittica e sarà meglio posizionata nei nostri cieli.
Due altre comete da tenere d’occhio sono la 10P/Tempel, che raggiungerà la minima distanza dalla Terra il 3 agosto con una magnitudine prevista intorno a sette, e la C/2024 E1 Wierzchos, che passerà al perielio il 20 gennaio ma sarà visibile solo dall’emisfero australe. Per queste comete sarà necessario utilizzare un telescopio e tecniche fotografiche a lunga esposizione per catturarle, dal momento che la loro luminosità non sarà sufficiente per l’osservazione a occhio nudo.
I consigli della redazione di Notizie Donna
Gli eventi astronomici del 2026 rappresentano molto più di semplici curiosità scientifiche. Sono occasioni per rallentare il ritmo frenetico della vita quotidiana, per staccare gli occhi dagli schermi e alzarli verso qualcosa di più grande di noi. I
Molte associazioni astronomiche locali organizzano eventi pubblici in occasione dei fenomeni celesti più importanti. Partecipare a queste iniziative è un ottimo modo per avvicinarsi all’astronomia, incontrare altri appassionati e magari dare anche un’occhiata attraverso telescopi professionali. Gli astronomi amatoriali sono sempre entusiasti di condividere la loro passione e di aiutare i principianti a orientarsi nel cielo.
Anche i planetari e gli osservatori astronomici offrono serate osservative, conferenze divulgative e laboratori didattici per adulti e bambini. Sono occasioni per approfondire la conoscenza dell’universo con l’aiuto di esperti e per vivere esperienze coinvolgenti che vanno oltre la semplice osservazione.
Preparate le vostre agende, controllate le previsioni meteo e individuate per tempo i luoghi migliori per l’osservazione. Alcuni di questi eventi non si ripeteranno per molti anni, altri non li vedremo mai più nella nostra vita.
