Addio folla selvaggia: la nuova Fontana di Trevi a numero chiuso per ritrovare la grande bellezza

Nunzia G.

fontana di trevi

Noi italiani con la bellezza abbiamo un rapporto strano. Siamo talmente circondati da capolavori che ormai li consideriamo parte dell’arredo urbano. Passiamo davanti al Colosseo o a una meravigliosa basilica barocca con assoluta nonchalance, dando per scontato che quel patrimonio sia lì, immobile e infinito, a nostra completa disposizione. Viviamo nel Paese dove la bellezza è ovunque: ti giri e c’è un campanile medievale, fai due passi e sbuchi in una piazza che sembra un museo a cielo aperto. Siamo così abituati a respirare storia e arte che quasi non ci facciamo più caso, insomma.

Per fortuna ci sono le domeniche al Museo a ricordarci che siamo i custodi di un tesoro immenso, spingendoci a fare file chilometriche pur di sentirci turisti a casa nostra per un giorno, ma gratis. Ma a Roma, la città che più di ogni altra mescola il sacro del marmo al profano del traffico, le cose stanno per cambiare. Uno dei riti più iconici del mondo – quello che ci vede tutti lì, di spalle, a lanciare una monetina nell’acqua con la speranza di un ritorno nella Capitale – sta per diventare un’esperienza “esclusiva”. O, per essere più pragmatici, un’esperienza a pagamento.

Preparate i portafogli, perché adesso per accostarsi alla Fontana di Trevi e scattare il selfie perfetto, non basterà più la pazienza: servirà un ticket.

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La folla

La Fontana di Trevi a pagamento

Impossibile non sorridere pensando che, decenni fa, il mitico Totò aveva già previsto tutto. Nel suo celebre film Totòtruffa ’62 cercava di vendere la Fontana di Trevi a un ignaro turista americano, con tanto di diritti d’autore sulle foto e sulle monetine. Quella che allora era una gag geniale che ha fatto sbellicare l’Italia, oggi sembra quasi una profezia che si avvera. Certo, nessuno ci sta vendendo il monumento, ma l’idea che per avvicinarsi alla vasca serva una sorta di “pedaggio” fa pensare che il Principe della risata, in fondo, avesse visto molto lontano.

Ma perché questa decisione proprio ora? Non è per “fare cassa” nel senso più stretto del termine, ma per provare a rimettere ordine in un luogo che è diventato un po’ troppo affollato. L’area della piazza resterà libera, ma per scendere nella zona più bassa (quella del “catino”, per intenderci) la delibera del Comune di Roma parla chiaro.

Non si tratta di una decisione presa su due piedi. Dietro questo biglietto c’è, come spiegato sul sito comune.roma.it, un anno intero di test (da dicembre 2024 a dicembre 2025) in cui il Comune ha contato i passi dei turisti. I numeri fanno girare la testa: oltre 10 milioni di persone in un anno, con picchi di 70.000 visitatori al giorno. Praticamente una piccola città che si riversa ogni mattina in pochi metri quadrati.

La bellezza della Fontana di Trevi

Addio caos: ecco come cambia la visita

Così, dal 2 febbraio, si cambia musica. Ecco le info pratiche da appuntarsi:

Il calendario e gli orari: il lunedì e il venerdì l’area a pagamento apre dalle 11:30 alle 22:00, mentre per il resto della settimana si inizia prima, dalle 9:00. Una piccola eccezione per il debutto: lunedì 2 febbraio si aprirà già alle 9 del mattino.

Chi è ospite della città: se siete residenti a Roma o nella Città Metropolitana, non preoccupatevi: per voi la Fontana resta un tesoro di casa ad accesso libero. Basterà mostrare un documento. Lo stesso vale per i bimbi sotto i 6 anni, le guide turistiche e le persone con disabilità con i loro accompagnatori.

Se amate la Fontana di notte, comunque, dopo le 22:00 l’area torna visibile gratuitamente a tutti. Un’ottima scusa per una passeggiata romantica sotto le stelle, quando il grosso della folla è ormai andato a dormire.

Per gestire il tutto, sono in arrivo anche delle nuove recinzioni, ma niente paura: non sembrerà un cantiere. Sono state progettate per essere eleganti, in metallo scuro simile a ferro antico ispirate ai disegni dell’Ottocento. Saranno montate di notte per non disturbare e, soprattutto, sono “reversibili”: ovvero si possono togliere in ogni momento senza rovinare i preziosi sanpietrini della piazza.

Forse, superato lo shock iniziale di dover pagare per un luogo che abbiamo sempre considerato nostro, potremmo scoprire che questa piccola tassa è in realtà un regalo. Quante volte abbiamo evitato Piazza di Trevi perché il solo pensiero di lottare contro una muraglia umana di selfie-stick ci faceva passare la voglia?

Pagare due euro potrebbe essere un prezzo congruo, e sapere che il numero di accessi è controllato significa che, finalmente, potremo tornare a sentire il rumore dell’acqua invece delle grida della folla.

La domanda che sorge spontanea è: ma questi soldi che fine fanno? Come chiarito dal Comune di Roma, il ricavato del biglietto non servirà a fare cassa generica, ma sarà reinvestito direttamente nella tutela e nella manutenzione del monumento. In pratica, il contributo dei visitatori servirà a pagare le pulizie straordinarie, i restauri costanti e il personale (gli steward) che dovrà gestire le file e assicurarsi che nessuno scavalchi o danneggi i marmi.

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