Il pareo: un capo perfetto per tutte. Storia, stili e come farne uno con le vostre mani

Ana Maria Perez

pareo fai da te cover

Da dove viene il pareo? Un po’ di storia

Ciao a tutte, care amiche di NotizieDonna! Oggi parliamo di un classico assoluto dell’estate che, però, ha radici molto più profonde di quanto si pensi: il pareo, che è molto più di un telo mare. Di fatto, è un capo storico, poiché questo semplice rettangolo di tessuto colorato ha origini nelle culture della Polinesia, dell’Indonesia e del Sud-Est asiatico, dove veniva (e viene ancora oggi) chiamato sarong o lavalava ed era indossato sia dagli uomini che dalle donne come capo d’abbigliamento quotidiano, non certo come accessorio da spiaggia.

In Occidente il pareo è arrivato grazie all’influenza della cultura hippie negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso, quando i viaggiatori tornarono dall’Asia e dall’Oceania con questi tessuti vivaci e leggeri sottobraccio. Da allora non è mai uscito di moda, anzi, ogni estate torna puntuale sulle spiagge di tutto il mondo.

Scoprite insieme a noi tutto ciò che c’è da sapere su questo capo intramontabile, dalla sua storia affascinante fino al tutorial per realizzarne uno fatto a mano. E se volete approfondire la storia e il significato culturale del sarong nelle culture di origine, date un’occhiata alla pagina dedicata del Museo Nazionale dell’Indonesia, dove potrete trovare approfondimenti interessanti su questo indumento tradizionale.

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Il pareo è un capo storico, poiché ha origini nelle culture della Polinesia, dell'Indonesia e del Sud-Est asiatico
Il pareo è un capo storico, poiché ha origini nelle culture della Polinesia, dell’Indonesia e del Sud-Est asiatico

Quante tipologie esistono?

Il pareo non è tutto uguale, anzi: esistono varianti e materiali molto diversi tra loro, adatti a esigenze e gusti differenti.

Il pareo in cotone è il più classico e pratico, asciuga in fretta ed è fresco sulla pelle, mentre quello in seta o raso è più formale, perfetto per le serate estive poco impegnative. Esiste anche il pareo in chiffon, trasparente e leggero, ideale da indossare sopra un costume o come copricapo. Poi ci sono i modelli stampati a mano con tecniche tradizionali, come il batik (una delle tecniche di tintura su tessuto più antiche del mondo, tipica dell’Indonesia), e quelli con frange o bordi ricamati, che aggiungono un tocco più elaborato.

Non possiamo trascurare le dimensioni: un pareo standard misura circa 150×110 cm, ma esistono versioni più grandi (fino a 180 cm di lunghezza) che si prestano a più modi di annodarlo e di usarlo per occasioni diverse dalla spiaggia, come vedremo in seguito.

Non solo spiaggia: come si indossa il pareo nella vita di tutti i giorni?

Ecco la notizia che molti non sanno: il pareo non va in pensione a settembre: è un capo versatile che si adatta a molte situazioni al di là della spiaggia, a patto di scegliere il tessuto e lo stile giusti.

Vediamo in quanti modi viene indossato: annodato sui fianchi come gonna lunga, abbinato a una t-shirt bianca e sandali, il pareo in cotone o seta funziona benissimo per una passeggiata in un villaggio, un mercatino o una cena informale in terrazza. Drappeggiato come un vestito monospalla con un semplice nodo sulla spalla destra o sinistra, diventa un abito estivo leggero e originale. Come scialle o stola, un pareo in chiffon si indossa sulle spalle la sera in spiaggia o in una location all’aperto, quando l’aria rinfresca. Alcune lo usano anche come copricapo originale, avvolto attorno alla testa in stile turban, oppure come borsa improvvisata, annodando i quattro angoli: creativo e funzionale al tempo stesso!

Il pareo non va in pensione a settembre: è un capo versatile che si adatta a molte situazioni al di là della spiaggia
Il pareo non va in pensione a settembre: è un capo versatile che si adatta a molte situazioni al di là della spiaggia

Chi può indossarlo?

La risposta è semplice: tutte. Il pareo è uno di quei rari capi che non ha taglie, non ha regole rigide e si adatta a qualsiasi corporatura proprio perché si annoda e si drappa liberamente. Chi ha fianchi più pronunciati può tenerlo basso e lasciarlo scorrere morbido; chi preferisce valorizzare la vita può annodarlo più in alto. Non esiste una formula unica, e questo è esattamente il suo punto di forza. Fantastico, non vi pare? Abbiamo trovato il capo perfetto per tutte, a basso costo e in tessuti diversi.

Come creare un pareo fatto a mano: materiali e istruzioni

Eccoci alla parte che molte di voi aspettavano: come procurarsi un pareo fatto direttamente da voi, senza cucire nemmeno un punto. Sì, avete letto bene: senza impegno!

Cosa vi serve:

  • Un pezzo di tessuto leggero (cotone, chiffon o viscosa) di circa 150×110 cm — potete trovarlo nei negozi di tessuti o online su siti come Tessuti Italiani; potete anche riciclare qualche vecchia stoffa;
  • Forbici da sarto con lama ben affilata
  • Un righello lungo o una squadra
  • Spilli da sarto
  • (Facoltativo) Colori per tessuto e pennelli per decorarlo

Come procedere:

Prima di tutto, tagliate il vostro rettangolo di tessuto seguendo il filo dritto della trama: in questo modo i bordi resteranno più stabili. Se il tessuto tende a sfilacciarsi (come il cotone), potete rifinire i bordi in tre modi senza cucire: con la colla per tessuto (si trova in ferramenta o su Amazon), con il nastro termoadesivo da stirare, oppure, più semplicemente, tagliando con le forbici dentellate (le cosiddette forbici a zigzag), che riducono naturalmente lo sfilacciamento.

Se volete personalizzarlo, i colori per tessuto in tubetto si stendono benissimo con un pennello su cotone: lasciate asciugare per 24 ore e fissate il colore passando un ferro caldo sul rovescio del tessuto. Per ispirazioni sui motivi, cercate immagini di batik tradizionale o di tie-dye — entrambe tecniche facilmente riproducibili anche a casa.

Per chi volesse andare oltre, YouTube è pieno di tutorial video che mostrano, passo dopo passo, come decorare e personalizzare un pareo, anche senza esperienza di cucito. Ad esempio, questo video:

I modi più comuni per annodarlo

Una volta che avete il vostro pareo in mano, saperlo annodare fa tutta la differenza. I due metodi più diffusi sono il nodo alla vita (avvolgetelo intorno ai fianchi e annodate i due angoli superiori davanti o di lato) e il nodo al petto (tenete il tessuto davanti a voi, portatelo intorno al corpo e annodate i due angoli superiori sopra il seno, come un asciugamano). Quest’ultimo è il modo più rapido per trasformarlo in un vestitino, e funziona benissimo sia da solo che sopra un costume.

Per chi vuole esplorare altre tecniche di annodatura — ce ne sono almeno una decina! — il portale WikiHow raccoglie illustrazioni chiare e semplici per ogni stile.

Per chi vuole esplorare tecniche di annodatura del pareo — ce ne sono almeno una decina! — il portale WikiHow raccoglie illustrazioni chiare e semplici per ogni stile.
Per chi vuole esplorare tecniche di annodatura del pareo — ce ne sono almeno una decina! — il portale WikiHow raccoglie illustrazioni chiare e semplici per ogni stile.

Un accessorio senza tempo

Amiche di NotizieDonna, il pareo è uno di quei capi che non passano mai di moda proprio perché non appartengono a una moda specifica: vengono da altrove, da culture che l’hanno usato per secoli e si sono insediate nel nostro mondo perché funzionano: sono pratici, intramontabili e chic! Non serve spendere chissà quale cifra esagerata per averne uno bello: un bel tessuto, qualche colore e un po’ di fantasia bastano per creare qualcosa di unico, che parli di voi.

Provateci, e poi raccontateci com’è andata: vi aspettiamo!

Se siete curiose di scoprire l’evoluzione dei costumi e l’antropologia dietro l’abbigliamento nel corso dei secoli, potete trovare interessanti ricerche e risorse d’archivio storiche sul portale ufficiale dell’Unesco, che tutela il patrimonio culturale immateriale globale

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