Camino de Santiago: i migliori consigli per un bellissimo viaggio, faticoso, ma che cambia la vita

Ana Maria Perez

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camino di santiago interno

La riscoperta del Camino de Santiago con il “fenomeno Zalone”

Ciao a tutti, amici e amiche viaggiatori di Tre Passi nel Mondo! Oggi vi portiamo lungo i sentieri polverosi di un Paese che ci piace molto (Spagna), scegliendo una zona che non abbiamo ancora visto: la parte settentrionale della penisola. Perché? Perché il film di Checco Zalone, “Buen Camino”, uscito a Natale 2025, ha mostrato al grande pubblico italiano uno scorcio di questa terra di pellegrinaggio. Stiamo parlando del “Camino de Santiago”.

Quello che ha mostrato il nostro grande Zalone è una meta, non solo per pellegrini “di professione”, ma per chiunque abbia voglia di mettersi in gioco. Da quel momento, le statistiche dell’ Oficina del Peregrino hanno registrato un boom di richieste dall’Italia, che ci vedrà nei prossimi mesi molto più presenti sui sentieri galiziani. Ma cos’è che spinge migliaia di persone a camminare per centinaia di chilometri? Esploriamolo insieme!

El Camino de Santiago richiede preparazione, spirito di adattamento e una buona dose di ostinazione

Perché impegnarsi a percorrere il Camino de Santiago: una sfida con se stessi

Non giriamoci intorno: il Camino de Santiago non è una passeggiata in centro. Richiede preparazione, spirito di adattamento e una buona dose di ostinazione. Allora perché farlo? Perché viviamo in un mondo che corre troppo e il cammino ci impone di rallentare al ritmo dei nostri passi. È una delle poche occasioni rimaste per staccare il GPS mentale e lasciarsi guidare dalle iconiche frecce gialle. Ci si impegna a percorrerlo per testare i propri limiti fisici, per festeggiare un traguardo o semplicemente per fare tabula rasa e ricominciare da capo. La bellezza sta proprio nel fatto che non serve essere atleti olimpici: ognuno ha il suo passo e la sua motivazione.

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Il clima galiziano: tra sole cocente e tanta pioggia

Se state pianificando il vostro Camino de Santiago, sappiate che il meteo sarà il vostro compagno di viaggio più lunatico. Nelle regioni della Rioja e della Castiglia il sole può essere implacabile, ma una volta entrati in Galizia, il panorama cambia drasticamente. Qui regna la “calabobos“, una pioggerellina sottile che rende il paesaggio verde e favoloso, ma che può inzuppare i vostri zaini in pochi minuti. Il consiglio è di consultare sempre siti meteo affidabili come AEMET e di vestirsi a cipolla. Portate sempre con voi un buon poncho: meglio sfidare l’idea che gli altri hanno di noi, quella della moda italiana, che trovarsi bagnati fradici a metà tappa!

Il meteo è il compagno di viaggio più lunatico lungo il Camino de Santiago
Il meteo è il compagno di viaggio più lunatico lungo il Camino de Santiago

Gastronomia: ricaricare le pile con il “menu del peregrino”

Vi capita qualche volta, quando camminate, di avere fame? A me sempre. L’attività mi dà molta fame. Fortunatamente, la cucina lungo il Camino de Santiago è sostanziosa e deliziosa. In quasi ogni locanda troverete il “menù del pellegrino”: tre portate a un prezzo onesto che vi permetteranno di assaggiare le specialità locali. Non potete andarvene senza aver provato il Pulpo a la gallega (polpo con paprika e patate), la Tortilla de patatas o la celebre Tarta de Santiago, un dolce alle mandorle con la croce di San Giacomo sopra. Ricordate che il cibo qui non è solo nutrimento, ma anche un momento di condivisione con persone che arrivano da ogni angolo del pianeta.

Da dove partire e come muoversi

Il punto di partenza dipende dalla rotta che sceglierete. Il “Cammino Francese” parte solitamente da Saint-Jean-Pied-de-Port o da Roncisvalle, raggiungibili in bus o in treno dai principali aeroporti come Biarritz o Madrid. Se invece preferite il “Cammino Portoghese”, Porto è lo snodo principale. Una volta arrivati, avrete diverse opzioni: c’è chi porta tutto sulle spalle e chi, per motivi di salute o comodità, si affida a servizi di trasporto zaini da una tappa all’altra. Le possibilità per i pellegrini sono infinite: dagli ostelli municipali (più spartani ed economici) agli hotel di lusso nei centri storici. Per tutte le info logistiche ufficiali, vi consigliamo di consultare il portale Spain.info.

Le possibilità per i pellegrini lungo il Camino de Santiago spaziano dagli ostelli municipali agli hotel di lusso. Sopra, il Parador di Santiago
Le possibilità per i pellegrini lungo il Camino de Santiago spaziano dagli ostelli municipali agli hotel di lusso. Sopra, il Parador di Santiago

Oltre lo sforzo fisico: la ricerca della spiritualità

Il Camino de Santiago è uno sforzo fisico notevole – tra vesciche e dolori muscolari – ma la vera trasformazione avviene “dentro”. Non è necessario essere religiosi per sentirne il peso spirituale del Camino. Il silenzio delle foreste, la solitudine dei sentieri la mattina presto e la solidarietà spontanea tra sconosciuti creano una sensazione di serenità difficile da trovare altrove. È un percorso che ci spinge a stare con i nostri pensieri, a elaborare ciò che abbiamo lasciato a casa e a capire che, in fondo, per essere felici basta uno zaino con lo stretto necessario. La meta non è solo la Cattedrale di Santiago, ma il cambiamento interiore che avviene chilometro dopo chilometro.

Un’esperienza che vi trasformerà

Ecco allora, amiche e amici di Tre Passi nel Mondo, il Camino de Santiago è molto più di un trekking: è un’esperienza umana che vi restituirà fiducia negli altri e nelle vostre capacità. È un viaggio faticoso, ma non esclude affatto le risate, e garantisce la scoperta di paesaggi spettacolari e di nuovi amici che sembreranno di vecchia data dopo poche ore. Se cercate un modo per staccare la spina e ritrovare voi stessi, questa è la strada giusta. Raccontateci la vostra esperienza nei commenti

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