Che cos’è la bronchiolite, il virus sincinziale che colpisce i bambini?

Iole Di Cristofalo

La bronchiolite si risolve spontaneamente in 7-12 giorni.

Negli ultimi anni, l’emergenza Covid ha messo in luce l’aumento di altre infezioni e influenze. Hanno gravato sugli ospedali e sui pronto soccorso, già saturi di emergenze. Tra queste, la bronchiolite rappresenta una preoccupazione significativa per pediatri, strutture sanitarie, regioni e ministero della Salute. Colpisce, infatti, i neonati fino ai sei mesi di vita, soprattutto nei mesi da novembre a marzo.

In questo periodo, gli studi pediatrici si riempiono di piccoli pazienti affetti dalle comuni influenze infantili. Con la bronchiolite che emerge come una grave urgenza, tanto che se ne parla già da gennaio. Ma cos’è esattamente la bronchiolite? Come si riconoscono i sintomi e quali sono i principali fattori di rischio? Questo articolo esplorerà queste domande, offrendo una panoramica su questa malattia respiratoria acuta e su come gestirla efficacemente.

Che cos’è la bronchiolite: sintomi, cause e diagnosi

La bronchiolite colpisce i neonati fino ai sei mesi, il vaccino è attivo dal 2023 dopo l'aumento dei casi in un anno.
La bronchiolite colpisce i neonati fino ai sei mesi, il vaccino è attivo dal 2023 dopo l’aumento dei casi in un anno.

La bronchiolite è un’infezione virale acuta che colpisce i bambini sotto i 12 mesi, con maggiore incidenza tra novembre e marzo. Il virus respiratorio sinciziale (VRS) è il principale responsabile, ma anche altri virus, come metapneumovirus e rinovirus, possono causarla. La trasmissione avviene per contatto con secrezioni infette.

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La bronchiolite inizia con sintomi lievi come febbre e rinite, per poi progredire in tosse persistente e difficoltà respiratoria. Questa crisi è caratterizzata da aumento della frequenza respiratoria e rientramenti intercostali. Sebbene generalmente la malattia si risolva spontaneamente in 7-12 giorni, può richiedere ricovero. Soprattutto nei bambini sotto i sei mesi, per problemi come ipossia e disidratazione.

La diagnosi si basa sui sintomi clinici e può includere esami come la saturazione dell’ossigeno e, se necessario, radiografie del torace. Il trattamento domiciliare prevede lavaggi nasali e terapia aerosolica con soluzione ipertonica. In alcuni casi, si utilizzano broncodilatori e, raramente, cortisone. Gli antibiotici sono riservati solo a casi con infezioni batteriche o nei bambini immunocompromessi. Il ricovero ospedaliero prevede supporto per ossigenazione e idratazione.

Informazioni sul vaccino contro la bronchiolite e le vaccinazioni gratis

La bronchiolite  si risolve spontaneamente in 7-12 giorni.
La bronchiolite si risolve spontaneamente in 7-12 giorni.

Negli ultimi anni, i casi gravi di bronchiolite, soprattutto nei bambini sotto un anno, sono aumentati a causa di varianti del virus respiratorio sinciziale (VRS). Studi recenti dell’ISS e della Sapienza di Roma mostrano che l’autunno 2021 ha visto un incremento significativo di ospedalizzazioni per bronchiolite. Con ceppi di VRS sottotipo A predominanti.

Tuttavia, nella stagione 2022-2023, nuove varianti di VRS sottotipo B hanno causato forme più gravi della malattia. Hanno aumentato così la necessità di supporto respiratorio e ricoveri in terapia intensiva. Per proteggere i bambini ad alto rischio, si raccomanda l’uso di anticorpi monoclonali come palivizumab e nirsevimab. Inoltre, il vaccino Abrysvo, approvato nel 2023, è ora disponibile per adulti sopra i 60 anni e donne in gravidanza, offrendo una protezione efficace contro il VRS.

Ed ora passiamo al vaccino 2024 che sarà gratuito in tutte le regioni stando alle informazioni di queste ultime ore. Seguono anche una polemica scoppiata con regione che hanno adottato un piano autonomo contro la bronchiolite.

Ultimi aggiornamenti

Bronchiolite 2024
Bronchiolite 2024, per la stagione invernale fino al 2025.

Il Ministero della Salute in Italia ha comunicato che, a partire dalla stagione invernale 2024-2025, l’anticorpo monoclonale Nirsevimab, impiegato nel trattamento della bronchiolite nei bambini causata dal virus respiratorio sinciziale (VRS), sarà disponibile gratuitamente attraverso il Servizio Sanitario Nazionale in tutte le regioni.

Questa decisione arriva dopo una polemica sollevata da una circolare del 18 settembre, che limitava la somministrazione gratuita nelle Regioni meridionali, come Lazio, Abruzzo, Campania, Calabria, Puglia e Sicilia, a causa della sua esclusione dai Livelli Essenziali di Assistenza (Lea).

La circolare precedente aveva scatenato preoccupazioni di disparità di accesso ai trattamenti tra le diverse regioni, creando una divisione tra “sanità di serie A” e “sanità di serie B”. Il Ministero ha quindi chiarito che Nirsevimab sarà ora accessibile senza costi in tutte le Regioni per evitare inequità territoriale. Questa misura è stata adottata dopo critiche di politici e associazioni sanitarie riguardo alle disuguaglianze nell’accesso ai farmaci. (Fonte: Tgsky24 e Ansa)

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