Affari d’oro o fallimento? La verità sui prodotti che nessuno compra
Ciao a tutti e tutte, cari amici e amiche di NotizieDonna! Oggi abbiamo scelto un argomento che fa riflettere e tocca da vicino le nostre abitudini di consumo. Non so se vi sia mai capitato di domandarvi che fine fanno i vestiti rimasti invenduti sugli scaffali o i piccoli elettrodomestici che restituiamo dopo un acquisto online. La risposta, purtroppo, vi lascerà senza parole: moltissimi di questi oggetti finiscono direttamente nella spazzatura.
Una recente inchiesta giornalistica pubblicata nel podcast di Wirecutter sul New York Times ha svelato che non sempre i grandi marchi della moda e dell’elettronica fanno affari d’oro e che per loro è spesso più economico distruggere e buttare via prodotti nuovi o perfetti piuttosto che donarli in beneficenza o riciclarli. Assurdo, no?
Se ci pensate, la prassi commerciale alla base della distruzione di prodotti nuovi causa danni incredibili al pianeta e alle nostre tasche. Non pensate che si possano fare affari d’oro anche con l’usato anziché rinunciare a un minimo incasso? E quali sono i motivi per cui i produttori o le grandi catene non donano i resi o le vecchie collezioni in beneficenza, rinunciando a un bel vantaggio fiscale? O a un bel po’ di pubblicità? Alcuni motivi vi sorprenderanno. Guardate!

Perché i negozi preferiscono distruggere anziché regalare?
Sembra assurdo, ma dietro a questa montagna di (quasi) rifiuti c’è una precisa logica economica, pensata proprio perché l’unico scopo dell’azienda è fare affari d’oro. Ma come? Direte probabilmente. Vi spieghiamo i motivi:
Intanto, gestire i resi o stoccare merce che non è più di tendenza comporta costi altissimi in termini di logistica e di spazio nei magazzini. Inoltre, molti marchi preferiscono distruggere letteralmente i propri articoli piuttosto che vederli svenduti a prezzi stracciati, temendo di perdere il loro valore di “esclusività” sul mercato. Nella pratica, non vogliono che altri facciano affari d’oro con i loro prodotti. In questo modo, tonnellate di abiti con il cartellino ancora attaccato, giocattoli intatti e accessori perfettamente funzionanti vengono tagliati o resi inutilizzabili prima di essere gettati nei cassonetti, impedendo a chiunque di recuperarli.
Pensate a quante persone potrebbero trarne profitto dallo smercio di articoli nuovi: ne beneficierebbero commercianti dell’usato, trasportatori, artigiani e, come no? I consumatori. Invece, si preferisce farne a meno, con qualche eccezione che vi illustriamo tra un attimo.
La nuova moda dei “pacchi misteriosi”: comprare a scatola chiusa
Per cercare di svuotare i magazzini dall’enorme eccesso di produzione, colossi del fast fashion come Shein, Temu e altre grandi piattaforme di e-commerce hanno introdotto una tendenza che sta spopolando anche sui social: la vendita dei container o dei bancali di resi imballati. Ma in cosa consiste questo vero e proprio acquisto al buio?
In poche parole, potete portarvi a casa scatole giganti piene di prodotti spendendo pochissimi euro, ma senza sapere minimamente cosa c’è dentro finché non aprite il pacco a casa. È una specie di lotteria dello shopping che attira molte persone curiose in cerca di affari d’oro, ma che spesso nasconde un’insidia: il rischio di ritrovarsi con oggetti inutili, duplicati o di scarsa qualità che finiranno comunque nella spazzatura.

Che cos’è l’economia circolare e perché ci salva la vita
Davanti a questo immenso spreco di risorse, la soluzione esiste già e si chiama economia circolare. Ma di cosa si tratta esattamente? Con parole semplici, l’economia circolare è un modello che dice “basta” al vecchio sistema del “produci, usa e getta”, con l’obiettivo di far sì che i prodotti durino il più a lungo possibile e, una volta che non servono più, vengano trasformati, riparati o riciclati per generare qualcosa di nuovo. E con la novità esclusiva che parte da un prodotto di ottima qualità, magari ricercato, si possono fare davvero affari d’oro.
Come spiegato nelle linee guida della Commissione europea sull’economia circolare, far circolare le risorse in un cerchio continuo riduce l’estrazione di nuove materie prime e l’inquinamento, a beneficio del mondo in cui viviamo.
Il potere del riciclo e del riuso nelle nostre mani
Oltre alle leggi che, a nostro modesto parere, dovrebbero vietare alle aziende di distruggere l’invenduto, anche noi, nel nostro piccolo, possiamo fare una grandissima differenza ogni giorno. Ad esempio, prima di cedere alla tentazione di un acquisto d’impulso o di un pacco a scatola chiusa, impariamo a chiederci se quell’oggetto ci serve davvero. Inoltre, supportare i negozi dell’usato, scambiare i vestiti che non indossiamo più con le amiche e scegliere brand che utilizzano materiali sostenibili sono ottimi modi per praticare il riciclo creativo e dare una seconda vita alle cose per evitare che finiscano nelle discariche. Anche se non faremo affari d’oro, ci sentiremo molto meglio.

Costruire con i nostri acquisti un futuro sostenibile
Acquistare in modo più etico non significa affatto rinunciare al piacere dello shopping o della novità, bensì farlo con gli occhi aperti e un senso di responsabilità maturo. Quando decidete dove spendere i vostri soldi, non cercate le aziende che vogliono solo fare affari d’oro, ma premiate quelle che dimostrano una vera trasparenza nella gestione dei propri scarti e si impegnano a donare le eccedenze alle parrocchie, alle ONLUS e agli enti di beneficenza. Anche se non vi pare vero, in realtà è il consumatore a influenzare il mercato: potete pretendere un miglioramento da parte dei grandi colossi commerciali. Ed ottenerlo, ovviamente!
Un piccolo passo insieme verso la riduzione degli sprechi e maggiore sostenibilità
In conclusione, cari amici e amiche, la lotta allo spreco nei negozi e nei grandi magazzini online è una sfida enorme, ma comincia anche dai nostri carrelli della spesa. Possiamo sperimentare nuove mode, indossando capi vintage con accessori moderni, far riparare le solette delle nostre scarpe anziché buttarle via, lasciare recensioni positive ai produttori che utilizzano il riciclo, comprare prodotti ecologici, ecc. La prossima volta che vedete un’offerta apparentemente imperdibile e siete tentati di fare affari d’oro, fermatevi un attimo a riflettere sulla sua storia e sul suo impatto sulle nostre tasche e sul nostro pianeta.Cambiare la rotta è possibile!
