L’illusione del pulito: la verità sulla spugna che usi in cucina

Nunzia G.

guanto blu con spugna

Ogni giorno ognuno di noi si prende cura della propria casa, con piccoli gesti che fanno sentire meglio e creano un ambiente confortevole, pulito e soprattutto sano. Dalla camera da letto, dove ci occupiamo di arieggiare e cambiare spesso le lenzuola, passando per il bagno, che deve essere disinfettato tutti i giorni.

C’è puoi un ambiente nel quale capita di passare la maggior parte del tempo, quello che viene definito come l’anima della casa: la cucina.

La cucina è quel posto dove anche quando arrivano ospiti, sebbene abbiamo un bel living ampio e spazioso, questi preferiscono seguirci. Per due chiacchiere informali, perché fa casa, calore, accoglienza.

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Sarà che è il luogo in cui ci dedichiamo al cibo, che è sopravvivenza, e quindi la massima espressione di amore verso i nostri cari. Quindi, a un luogo tanto importante, dedichiamo anche molta cura e attenzione, per tenerlo pulito il più possibile.

E poi diciamolo, al netto della stanchezza, c’è una soddisfazione quasi terapeutica nel vedere la cucina perfettamente in ordine alla fine della giornata. Riordinare il piano di lavoro, far brillare i fornelli e liberare il lavello sono piccoli gesti che non servono solo a igienizzare, ma a rimettere ordine nei nostri pensieri. Una volta fatto ciò, possiamo davvero rilassarci.

Eppure, proprio mentre compiamo quell’ultimo rito serale che ci fa sentire “a posto” con la casa, potremmo inavvertitamente sbagliare e fare il contrario. Il motivo risiede nello strumento che impugniamo con più frequenza, quello che consideriamo il braccio destro della nostra igiene quotidiana: la spugna. Siamo sicuri che quella che usiamo per lavare pentole, piatti, stoviglie e piano di lavoro sia davvero pulita? Del resto, pensiamo, è sempre a contatto con detersivo e sgrassatore. Beh, vi sorprenderà scoprire che le cose sono molto diverse da come appaiono.

La spugnetta per i piatti

Spugna dei piatti: sicuri che sia pulita?

Diciamolo subito: la spugna che usiamo per lavare i nostri piatti e per tenere in ordine la cucina, è sporca. Molto. E lo dice una ricerca scientifica che riporta dati impressionanti e che purtroppo non viene abbastanza diffusa. Parliamo di una ricerca di qualche tempo fa, ma sempre attuale, pubblicata su nature.com la quale esordisce già con un’affermazione scioccante: “nonostante l’errata convinzione comune, è stato dimostrato che gli ambienti della cucina ospitano più microbi rispetto ai servizi igienici”. Cioè, la cucina è più sporca del bagno, in pratica.

Questo è dovuto al contatto con gli alimenti e quello diretto del corpo con le superfici della casa. E la colpa di questa concentrazione di batteri è appunto delle spugne da cucina. Che, continuano i ricercatori, hanno “il secondo carico più alto di coliformi di tutta la casa, dopo i sifoni di scarico”. I coliformi, per intenderci, sono quei batteri che I coliformi, per intenderci, sono quei batteri che i medici e i biologi usano come “campanello d’allarme” per capire se un ambiente è contaminato. In parole povere, sono batteri che provengono dall’intestino e la loro presenza è il segno inequivocabile che l’igiene è venuta a mancare.

Ritrovarli sulla spugna, con una concentrazione seconda solo agli scarichi, significa che stiamo usando un oggetto che ha la stessa carica batterica di una fogna per pulire le tazze della colazione o il piatto dove appoggeremo la frutta. Pensiamo di disinfettare, ma in realtà stiamo spostando milioni di questi microbi da una parte all’altra della cucina, distribuendoli sulle superfici dove poi appoggiamo il cibo. L’avevamo detto che è impressionante, no?

Tra questi patogeni sono presenti alcuni di quelli responsabili di intossicazioni alimentari, come Salmonella, Escherichia coli e Staphylococcus, oltre a tantissimi altri. Con una concertazione, in alcuni punti, di 54 miliardi di individui per centimetro cubo, per un totale di circa 362 specie di microbi in tutta la spugna.

La verità sulle spugna

Come renderla sicura

La domanda che ora tutti vi starete ponendo sicuramente è: ma si può disinfettare la spugna? Possiamo renderla sicura? Lo studio affronta anche il tema dei rimedi casalinghi, come il microonde o la bollitura.

In rete infatti possiamo trovare diversi consigli su come disinfettare la spugna da cucina per renderla sicura. Alcuni per esempio consigliano appunto il microonde, altri di lavarla in lavastoviglie ad alte temperature. C’è poi chi suggerisce di tenerla a bagno dopo ogni utilizzo con acqua e bicarbonato, o aceto, che creerebbero un ambiente ostile ai batteri. Certo, è un buon inizio sicuramente. Risciacquare dopo ogni utilizzo, strizzare la spugna e farla asciugare prima di riporla è una buona abitudine. Ma non basta.

Abbiamo detto che lo studio citato ha preso in considerazione sia il microonde che la bollitura. E sebbene in laboratorio sembrino funzionare, nella vita reale i risultati sono deludenti: nessun metodo riesce a eliminare più del 60% dei batteri dalle spugne usate. Anzi, i trattamenti di pulizia casalinghi non riescono mai a sterilizzare completamente la spugna a causa della sua struttura porosa.

Questo causa un effetto di selezione naturale: i batteri più resistenti sopravvivono e ripopolano immediatamente la spugna, diventando ancora più dominanti e difficili da eliminare rispetto a prima.

Quindi, l’unico modo per avere una spugna veramente pulita, è seguire il consiglio del noto infettivologo Matteo Bassetti, che ha dedicato diversi video all’argomento batteri sugli oggetti di utilizzo comune. Il medico ha affermato che nessun metodo è sicuro, la spugna va cambiata una volta alla settimana.

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