La parola “sostenibilità”, ma soprattutto “riciclo”, è sempre più centrale nelle tendenze moda attuali. Lo confermano i dati che abbiamo già analizzato in un altro articolo. L’enorme quantità di vestiti, tessuti e accessori che finiscono in discarica coinvolge i consumatori e le aziende lungo tutta la filiera produttiva e distributiva. Le iniziative politiche, sociali e private contro i rifiuti tessili e l’inquinamento contribuiscono alla salvaguardia dell’ambiente, ma aumentano anche il riciclo dei capi in circolazione.
Negli Stati Uniti, soprattutto in California, si stanno adottando misure per affrontare l’emergenza dei milioni di tonnellate di vestiti smessi. Quelli che finiscono nelle discariche o sono inviati nei paesi in via di sviluppo. Il governatore Gavin Newsom ha firmato una legge che impone alle aziende di abbigliamento di creare programmi di riciclo e riuso. Catene come H&M e Banana Republic hanno già lanciato iniziative di successo, offrendo incentivi per la restituzione di abiti usati e vendendo capi vintage. Banana Republic, ad esempio, ha aperto a Soho un negozio che rivende pezzi unici degli anni ’80 e ’90, ispirati all’estetica del surplus militare.
Le vendite di abiti di seconda mano sono aumentate dell’11% nell’ultimo anno, generando un giro d’affari di 43 miliardi di dollari. Il mercato dell’usato, che include grandi catene come Goodwill e piattaforme online come ThredUp, sta conquistando soprattutto i giovani. I più attratti dal tema della sostenibilità e desiderosi di esprimere la propria personalità con capi unici. Anche marchi come Madewell e The RealReal stanno investendo in questo settore in espansione, offrendo una vasta gamma di prezzi e stili.
Tendenze moda e sfilate per la primavera-estate 2025: il ritorno di Chanel con un classico contrasto bianco su nero

Le grandi capitali della moda, tra Parigi, Milano e New York, stanno anticipando le tendenze moda per la primavera/estate 2025. Quest’anno, le passerelle mondiali sono state teatro di addii significativi ma anche di nuovi inizi creativi. Un esempio è la sfilata di Chanel, che ha presentato una collezione dedicata al coraggio femminile. Rende omaggio alla sua fondatrice e celebrando lo spirito di chi osa andare controcorrente.
La collezione è stata creata da un team creativo privo di direttore artistico, dopo l’addio di Virginie Viard. Il ritorno di Chanel al Grand Palais, luogo simbolo della maison dal 2005, ha reso l’evento ancora più memorabile. La maison ha contribuito al restauro di questo luogo iconico, in particolare degli arredi più significativi, per accogliere le nuove creazioni sulla passerella. La sfilata Chanel per la primavera-estate 2025 si è distinta per una collezione incentrata su leggerezza e movimento. Le silhouette erano fluide e ariose, con tessuti delicati come chiffon, organza e seta.
Tra i capi più apprezzati, un mantello celeste e bianco decorato con piume e petali di chiffon, abbinato a jeans svasati ricamati. Per il daywear, Chanel ha scelto colori pastello come rosa bocciolo, pesca e verde chiaro. Durante la sera ha visto il trionfo del nero e di decorazioni scintillanti, con paillettes e piume.
Genova Jeans Week, fino al 6 ottobre: una mostra che rende omaggio ad un importante tessuto

In questo paragrafo uniamo storia e curiosità grazie a un’iniziativa presa a Genova che celebra un tessuto e dei pantaloni senza tempo: il jeans. È stata inaugurata la prima “Jeans Week”, una settimana di mostre, workshop e percorsi dedicati nel centro storico della città. La mostra principale, “Iconic Jeans”, ospitata presso la biblioteca universitaria di via Balbi, racconta la storia del jeans. Un viaggio dalle sue origini al suo impatto culturale, con esemplari iconici come i Levi’s 701 di Marilyn Monroe.
L’evento include 25 workshop e 20 mostre, di cui 7 dedicate a moda e artigianato. Ci sono anche installazioni artistiche sui “cieli” del jeans trail e nei “palazzi dei Rolli”. Con un investimento di 500 mila euro, la manifestazione punta a riposizionare Genova come capitale del jeans. Ricordando che il termine “jeans” deriva da “blu di Genova”, sottolineando l’importanza storica della città nella nascita di questo capo intramontabile.
