Diamo una seconda vita ai mobili: la chalk paint è facile e alla portata di tutte

Nunzia G.

donna che dipinge sedia

Quasi in ogni casa c’è nascosto da qualche parte un mobile che proprio non riusciamo a buttare via. Magari è la credenza della nonna finita in soffitta, un comò ereditato che non c’entra nulla con il resto dell’arredo, o quella sedia un po’ malandata che però custodisce una storia. Così teniamo tutto lì, un po’ sospeso nel tempo, perché ci dispiace separarci da quei ricordi ma non sappiamo proprio come utilizzarli.

Ogni tanto ci balena perla mente quell’idea: “Potrei sistemarlo magari con una mano di vernice o altro”. Subito dopo, però, arrivano i dubbi. Il fai da te sembra sempre così complicato, lungo e riservato solo a chi “ha la mano”. La paura di rovinare tutto spesso prende il sopravvento e così il mobile resta dov’è, a prender polvere. Il che poi è un vero peccato.

Beh, c’è una buona notizia. Esiste una tecnica semplice e veramente alla portata di tutti che permette di trasformare anche il pezzo più dimenticato in un elemento d’arredo attuale: la chalk paint, o pittura a gesso. Una soluzione che ha conquistato soprattutto chi ama lo stile shabby chic, ma che può comunque essere adattata.

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Nuova vita ai mobili

Cos’è la chalk paint e perché piace così tanto?

Si tratta di una pittura a gesso a base d’acqua dalla caratteristica finitura opaca e vellutata. Il suo successo? Sta proprio nella facilità d’uso: non richiede grandi competenze tecniche né attrezzi professionali. È pensata proprio per chi vuole rinnovare qualche vecchio mobile ma non è esattamente un restauratore.

A differenza delle vernici tradizionali, aderisce incredibilmente bene alle superfici e regala risultati bellissimi anche se è la tua prima volta col pennello. Il suo aspetto leggermente “polveroso” è perfetto per chi ama gli ambienti caldi, vissuti. Non a caso è la regina dello stile shabby chic, ma può diventare anche una soluzione modernissima. Se scegli tonalità decise come ad esempio il grigio antracite, il blu notte o i toni della terra, puoi trasformare un mobile vecchio in un pezzo unico e di design che starebbe benissimo in un appartamento moderno.

Il vero asso nella manica della pittura a gesso è che non richiede una preparazione infinita. Nella maggior parte dei casi puoi dimenticare la parte più noiosa e complicata che ti ha sempre fatto desistere per paura di non riuscire. Non serve carteggiare, né applicare primer o prodotti specifici prima di iniziare. Ti basta una superficie pulita e un po’ di voglia di fare.

In più si asciuga velocemente (puoi finire il lavoro in un pomeriggio), ha una resa coprente che nasconde i piccoli difetti del legno e ti permette di sperimentare diversi effetti decorativi senza ansia da prestazione.

Attenzione però a non confonderti: la chalk paint è asciutta al tatto in meno di un’ora (quindi puoi finire di dipingere in un pomeriggio), ma la vernice ha bisogno di circa due settimane per seccare del tutto e diventare davvero dura e resistente. Quindi ok, puoi già mettere il mobile al suo posto, ma per i primi 15 giorni fai attenzione ed evita di appoggiarci sopra vasi pesanti o di pulirlo con prodotti aggressivi.

Quando serve carteggiare

Perché è l’ideale se sei alle prime armi

Se ti abbiamo convinta, per rimodernare quel vecchio mobile bastano pochi strumenti essenziali, semplici e facili da reperire, molti dei quali probabilmente hai già a disposizione:

  • un barattolo di chalk paint del colore che hai scelto
  • uno o due pennelli (quelli sintetici sono perfetti) o un rullo piccolo
  • un panno e un comune sgrassatore per la pulizia iniziale (o alcool)
  • carta vetrata a grana fine (solo se vuoi creare l’effetto “vissuto”)
  • un prodotto per sigillare, come una cera neutra o una vernice protettiva opaca

Ora sei pronta, e il primo passo è la pulizia. Elimina bene polvere e residui di grasso: aiuterà la pittura ad aggrapparsi meglio. Una volta asciutto, il mobile è già pronto per il colore.

Mescola delicatamente la pittura (senza agitare troppo il barattolo) per renderla omogenea. Se ti sembra troppo densa, aggiungi pure un goccio d’acqua. Procedi quindi con la prima mano: non preoccuparti troppo se vedi i segni delle pennellate, è il bello di questa tecnica. Dopo circa mezz’ora la superficie sarà già asciutta e potrai passare alla seconda mano, più leggera.

A questo punto arriva la parte divertente: la finitura. Puoi scegliere di carteggiare leggermente gli spigoli per quel look vissuto tanto amato, oppure applicare la cera per dare profondità e protezione. Se il mobile andrà in una zona “difficile” (come la cucina), meglio optare per una vernice opaca protettiva.

Vogliamo sottolineare comunque che per quanto sia semplice e immediata, ci sono casi in cui è meglio preparare il terreno. Se la superficie è molto lucida o smaltata, meglio dare una passata veloce con carta vetrata per opacizzarla e aiutare il colore a non scivolare. Lo stesso vale per i legni molto antichi o scuri, che potrebbero rilasciare “macchie” (i tannini). Si tratta di sostanze naturali contenute in alcuni legni (soprattutto in quelli antichi, nel castagno o nel rovere) che, a contatto con l’umidità della pittura, “risalgono” in superficie. Usa quindi prima un primer isolante.

Infine l’ultimo consiglio. Se ci sono dei pomelli, non dimenticare di cambiarli: usa modelli in ceramica o metallo vintage. Solo così trasformerai davvero il tuo mobile in un pezzo unico.

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