Sanremo: perché è la città dei fiori e cosa c’entrano con il Festival

Nunzia G.

sanremo

Se accendete la TV in questi giorni, non c’è scampo: c’è il Festival di Sanremo. E se ne parla ovunque. Che vi piaccia o no, che sappiate già tutte le canzoni a memoria o che facciate parte di quelli che dicono “io non lo guardo” (ma poi sanno tutto lo stesso), Sanremo è un appuntamento fisso.

Siamo arrivati alla bellezza di 76 edizioni e, incredibile ma vero, questa macchina colossale riesce ancora a tenere incollati allo schermo milioni di italiani. E non solo. Si tratta di un evento internazionale, come del resto è tutto ciò che riguarda la musica.

E poi, è uno spettacolo nello spettacolo. Certo, i cantanti dovrebbero essere il cuore di tutto, ma siamo onesti: passiamo tantissimo tempo a commentare gli abiti, le scenografie e tutto quello che succede su quel palco. Sanremo è un insieme di canzoni, gossip e momenti che fanno discutere per settimane. Anche anni.

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Ci sono cose che ricordiamo ancora oggi, tipo la querelle tra Morgan e Bugo di ben 6 anni fa. O addirittura, per chi ha qualche anno in più, l’uomo che voleva lanciarsi dalla balconata nel teatro, “salvato” da Pippo Baudo. Nel lontano 1995. Momenti che hanno fatto la storia, quasi più delle canzoni.

Insomma, è una kermesse musicale, ma non solo. È molto, molto di più. È l’identità stessa del nostro Paese, è la nostra cultura, fa parte di noi. Ritrovarsi per quella settimana all’anno tutti fissi davanti alla tv a guardare la stessa cosa, è una sorta di rito collettivo.

Ci piace sognare davanti alle esibizioni, ammirare abiti, acconciature, colori e tutto ciò che passa su quel prestigioso palco. Ma se c’è una cosa che salta subito all’occhio, oltre alle luci e al resto, sono proprio loro: i fiori.

Fiori

Sanremo, la città dei fiori

Li vediamo ovunque. Bouquet giganti consegnati agli ospiti, decorazioni pazzesche che riempiono il teatro Ariston e petali che colorano ogni inquadratura. Ma vi siete mai chiesti perché? Perché proprio Sanremo è chiamata da tutti la “Città dei Fiori”? Non è solo un soprannome dato per fare scena durante la diretta televisiva, ma una realtà che affonda le radici in una vera storia. Che forse non tutti conoscono, e allora vale la pena ricordare.

Tutto è iniziato verso la fine dell’Ottocento. In quegli anni, in questa zona della Liguria, hanno capito di avere un vantaggio enorme rispetto al resto d’Italia: il clima. Tra montagne che fermano i venti freddi, e il calore del mare, a Sanremo si è creato un microclima unico. È una specie di serra naturale dove le temperature restano dolci anche in pieno inverno.

All’inizio, a dire il vero, i contadini di Sanremo non pensavano minimamente ai fiori. La zona era piena di agrumi, soprattutto limoni e arance, che venivano spediti ovunque. Poi però le cose sono cambiate: è arrivata la concorrenza del Sud Italia, che vendeva limoni a prezzi molto più bassi, e per i liguri è diventata dura tirare avanti.

È stato allora che hanno capito che dovevano inventarsi qualcos’altro per non fallire. Hanno così notato che i nobili russi e inglesi, che passavano l’inverno in Riviera per stare al caldo, impazzivano per i fiori che crescevano spontaneamente. Così hanno iniziato a piantare rose e garofani in modo serio.

Un aiuto fondamentale sembra lo abbia dato uno scrittore francese, Alphonse Karr: lui viveva lì, amava il posto e iniziò a spedire i fiori di Sanremo via treno fino a Parigi. Un successo immediato, perché in Francia nessuno aveva fiori così belli in pieno inverno. Da lì, il resto è storia. La nostra storia.

I colori dei fiori

Un mercato vincente

Oggi quel mercato, iniziato quasi per caso, è diventato gigantesco. Se ci pensate, la Liguria da sola produce quasi un terzo di tutti i fiori che girano in Italia. È un settore che muove milioni di euro e dà lavoro a tantissime famiglie, dai coltivatori a chi si occupa delle spedizioni in tutto il mondo.

E il Festival in tutto questo? I fiori sul palco dell’Ariston servono a ricordare proprio questa storia. Non sono lì solo perché “fanno bello”, ma perché Sanremo è nata e cresciuta grazie a loro. Quando vedete consegnare un mazzo di fiori a un cantante, è per ricordare un pezzo enorme di economia italiana. E per mostrare al mondo una delle nostre eccellenze, in una vera e propria vetrina esclusiva.

Ogni bouquet è fatto con i fiori migliori scelti dalle serre della zona, come i ranuncoli o le margherite, che sono diventati il simbolo di questa terra molto prima che arrivassero le canzoni e le telecamere. In pratica, senza i fiori, Sanremo probabilmente non sarebbe mai diventata la città che conosciamo oggi.

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