L’uomo invisibile è un romanzo del 1897 di H.G. Wells. Nel mondo della fantascienza e dei supereroi, gli scienziati immaginari sono riusciti per primi a rendere la pelle trasparente, non grazie a un colorante alimentare. Questo risultato è stato ottenuto attraverso “impicci chimici” e “fanta fisici”. La possibilità di ottenere oggi realmente pelle trasparente o di rendere visibili i tessuti interni per pochi secondi o minuti ha ispirato numerosi titoli dedicati all’invisibilità.
Su Science un articolo descrive la nuova scoperta, che ha finalità molto diverse dal mondo fantasy. Infatti, pochi secondi di trasparenza dei tessuti potrebbero essere utili come alternativa a radiografie, TAC e altre analisi strumentali. Richiedono, ad oggi, l’uso di grandi macchinari a radiazioni, sempre più precisi ma invasivi. Inoltre, l’articolo scientifico menziona un’ulteriore possibilità: grazie all’applicazione della tartrazina tramite un idrogel, la pelle diventa quasi trasparente. Approfondiamo ora gli aspetti di questa affascinante scoperta.

La tartrazina, conosciuta anche come giallo tartrazina o E102. E’ un colorante artificiale azotato di colore giallo limone, utilizzato in numerosi prodotti alimentari, cosmetici e farmaceutici. Nella codifica europea degli additivi alimentari, la tartrazina è identificata come E102. Il suo impiego è per conferire una tonalità vivace a bevande, caramelle, gelati e molti altri alimenti.
Oltre all’uso alimentare, si trova nei cosmetici sotto la sigla CI 19140 per dare colore ai prodotti. Tuttavia, la tartrazina può causare reazioni allergiche e intolleranze, specialmente tra gli asmatici e le persone sensibili all’aspirina. Recentemente, è stata oggetto di studi per la sua capacità di rendere la pelle trasparente.
In che modo gli scienziati sono riusciti a far diventare la pelle trasparente in laboratorio?
Per rendere la pelle trasparente gli scienziati hanno utilizzato una tecnica conosciuta come “tissue clearing”. Sfrutta le proprietà ottiche dei materiali per migliorare la visibilità interna degli organismi. Tradizionalmente, la luce si disperde quando passa attraverso tessuti come la pelle, rendendoli opachi. Tuttavia, i ricercatori della Stanford University hanno sviluppato un metodo innovativo per superare questo ostacolo.

La tartrazina, un colorante giallo impiegato negli alimenti e nei cosmetici, può essere dissolta in una soluzione acquosa per alterare l’indice di rifrazione dei tessuti. Questa modifica riduce il fenomeno di scattering (diffusione) della luce, rendendo i tessuti, come la pelle, trasparenti. Quando la tartrazina si applica alla pelle di animali, la luce blu e ultravioletta si assorbe. La luce rossa, invece, può penetrare più a fondo, rendendo il tessuto visibile attraverso la trasparenza temporanea.
Questo approccio non solo offre una nuova visione degli organi e dei tessuti, ma apre anche possibilità per applicazioni mediche avanzate, come la visualizzazione di vasi sanguigni e tessuti senza ricorrere a tecniche invasive.
Conclusioni sulle straordinarie scoperte dei ricercatori della Stanford University
La recente ricerca sulla creazione di pelle trasparente ha rappresentato un significativo passo avanti nell’imaging ottico dei tessuti biologici. L’approccio innovativo basato sull’uso di molecole altamente assorbenti, come la tartrazina, ha dimostrato di poter trasformare temporaneamente i tessuti opachi in mezzi trasparenti. Questo metodo sfrutta il principio fisico secondo cui le molecole di colorante assorbenti modificano l’indice di rifrazione del mezzo acquoso, riducendo la dispersione della luce e migliorando la visibilità delle strutture sottostanti.

Applicando questa tecnica agli animali vivi, i ricercatori sono stati in grado di rendere trasparente la pelle e altri tessuti, permettendo la visualizzazione diretta di organi e vasi sanguigni senza interventi chirurgici invasivi. Sebbene il metodo offra nuove opportunità per studi approfonditi su tessuti e organi, rimangono alcune sfide, come la completa eliminazione della dispersione e la variazione della penetrazione della luce a seconda delle caratteristiche dei tessuti. Tuttavia, l’uso di molecole assorbenti come la tartrazina segna una svolta nella visualizzazione biologica e potrebbe rivoluzionare sia la ricerca che le applicazioni mediche future, offrendo nuovi strumenti per la diagnostica e il monitoraggio delle condizioni patologiche.
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