Forse non siamo pronti a una notizia del genere ma La Casa nella Prateria sta per tornare! E per quanto questa possa essere considerata una buona notizia per tutti gli affezionati della serie ispirata ai libri di Laura Ingalls Wilder, dall’altra ci restituisce un panorama televisivo più in crisi che mai. Ve ne parliamo: cosa sappiamo sul reboot de La Casa nella Prateria, in arrivo su Netflix.
La Casa nella Prateria, annunciato il reboot
Ormai è ufficiale: è stato annunciato il reboot de La Casa nella Prateria, a opera della showrunner Rebecca Sonnenshine (che ha lavorato a The Vampire Diaries e The Boys). Siamo nell’America del diciannovesimo secolo, e l’annuncio è stato affidato al responsabile delle serie drammatiche presenti sulla piattaforma streaming Netflix. “La visione di Rebecca porta una profondità emotiva che incanterà sia i nuovi spettatori che i fan storici di questo amato classico”. La Sonnenshine si è detta “entusiasta di portare questi racconti a una nuova generazione con Netflix. (…) Mi sono innamorata perdutamente di questi libri quando avevo cinque anni. Mi hanno ispirato a diventare una scrittrice e una filmmaker”.
La saga western, telefilm di enorme successo, torna dunque su Netflix: si ispira alla serie letteraria di Laura Ingalls Wilder, che è stata pubblicata dal 1932 al 1943, più un nono libro pubblicato nel 1971, che ha portato alla creazione dell’indimenticabile telefilm tra gli anni 70 e 80. Anche in Italia La Casa nella Prateria ha ottenuto un successo indimenticabile, tale da essere mandata in onda tutt’oggi. Le sue repliche sono praticamente seguitissime, naturalmente dal pubblico che non ha mai dimenticato le storie della famiglia Ingalls.
Tra i produttori c’è Trip Friendly, che ha dichiarato: “È il sogno di una vita portare avanti l’eredità di mio padre e adattare i classici americani di Wilder per un pubblico del XXI secolo”.
La sinossi de La Casa nella Prateria
“In parte dramma familiare, in parte storia epica di sopravvivenza e in parte origin story del West americano, questo nuovo adattamento dei libri di Laura Ingalls Wilder offrono una visione caleidoscopica delle difficoltà e dei trionfi di chi ha modellato i territori di frontiera”.
Naturalmente la trama dovrebbe parlare delle storie di Charles e della moglie Caroline, oltre che delle figlie Laura e Mary. I libri sono stati venduti in più di 100 paesi e sono stati tradotti in 27 lingue, con una tiratura di 70 milioni di copie. La serie televisiva originale è invece andata in onda dal 1974 al 1983.
Riflessioni
“Ma sai che cosa c’è? Qua non sei l’unica a soffrire Jessica Day! L’economia è a pezzi, le api muoiono, i film sono quasi tutti sequel”. Ci viene in mente questa frase di Schmidt, il personaggio interpretato da Max Greenfield in New Girl.
Sì, non stiamo parlando di un sequel ma di un reboot, quindi un rifacimento della storia originale. Negli ultimi anni tutti i reboot che sono stati trasmessi non hanno incontrato il favore e il successo di un tempo.
Ma soprattutto non possiamo non notare che c’è un impoverimento nella televisione: molti di noi hanno vissuto l’epoca d’oro delle serie televisive, in cui sono andate in onda delle perle come Breaking Bad, The Walking Dead, Game of Thrones, How I Met Your Mother, The Big Bang Theory. Ne abbiamo citate solo alcune, ma non dimentichiamo Lost (madre delle moderni serie) o ancora capisaldi come Streghe o Beverly Hills.
L’impressione è che ci si stia un po’ arenando nel passato senza produrre davvero qualcosa di nuovo, non a caso le serie televisive più interessanti attingono da saghe già forti, come Alien: Pianeta Terra, o prendono ispirazione da storie reali che dunque in qualche modo ci spingono a saperne di più. La notizia del reboot è indubbiamente entusiasmante, perché possiamo ritrovare una telefilm di enorme bellezza, una purezza che oggi in televisione è rara. Ma al contempo ci spingono a una riflessione: dove sono le novità?
