Glicemia: come tenerla sotto controllo a tavola in modo semplice

Nunzia G.

glucometro

Quando facciamo le analisi del sangue, probabilmente uno dei primi valori che andiamo a guardare è la glicemia. Che, in parole povere, è la quantità di zucchero (il glucosio) presente nel nostro sangue. Questo zucchero è fondamentale perché è la benzina che dà energia a tutto il corpo, ma il segreto, come in tutte le cose, sta tutto nell’equilibrio.

Perché è così importante che questo valore resti stabile? Perché nei casi in cui la glicemia sia troppo alta o troppo bassa, ovvero quando si parla di iper o ipo, e i livelli “sballano” spesso, il nostro corpo ne soffre: a lungo andare, troppi zuccheri nel sangue possono danneggiare zone delicate come il cuore, i reni, la vista e i nervi. È un po’ come un motore: ha bisogno di carburante per girare, ma se ne riceve troppo o troppo poco, rischia di rompersi.

Per evitare danni che a volte possono diventare seri, la soluzione migliore è cercare di mantenere la glicemia nei parametri giusti. Il problema è che la glicemia alta quando inizia a manifestarsi lo fa silenziosamente, senza sintomi evidenti. Per questo il diabete è una malattia subdola. Come scrive anche nutridoc.it, quando questa condizione si mantiene tale per lungo tempo, il corpo manda dei segnali, che sono aumento della sete, stanchezza, mal di testa e vista offuscata, nonché a volte infezioni urinarie.

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Uno dei motivi per cui dobbiamo stare attenti a questi sbalzi poi riguarda il nostro cervello. A differenza degli altri organi, il cervello non ha una “scorta” di energia: non sa mettere da parte lo zucchero per quando servirà. Per questo ha bisogno che il livello nel sangue sia sempre costante, né troppo, né troppo poco. Un perfetto equilibrio tenuto da due ormoni: l’insulina e il glucagone. Che funzionano proprio come una bilancia: quando mangiamo cibi molto zuccherati, entra in gioco l’insulina che abbassa la glicemia per evitare che salga troppo. Al contrario, quando siamo a digiuno da un po’ e i livelli scendono, interviene il glucagone per riportarli alla normalità.

È un lavoro di squadra perfetto, ma dobbiamo stare attenti a non sovraccaricarli. Per aiutare questi due ormoni a lavorare bene e senza sforzi eccessivi, il segreto è scegliere un’alimentazione che non faccia impennare la glicemia. Preferire cibi che rilasciano energia lentamente è il modo migliore per evitare scompensi e far sì che il nostro cervello abbia sempre il rifornimento giusto, senza interruzioni.

La buona notizia quindi è che mantenere i valori bassi non è una missione impossibile: il più delle volte basta fare attenzione a quello che portiamo a tavola, seguendo un’alimentazione corretta ed equilibrata ogni giorno. Ovviamente parliamo di persone sane, che non hanno malattie tipo il citato diabete, che vanno comunque curate con i farmaci. La salute, comunque, si dice passi anche dalla tavola, ed è proprio vero. Proviamo a scoprire quindi quali sono gli alimenti che aiutano a tenere stabili i livelli di glicemia.

Scegli l’integrale

I cibi che mantengono stabili i livelli di glicemia

Tra questi cibi alcune verdure sono particolarmente indicate, come ad esempio quelle a foglia verde. Gli spinaci, come spiega healthy.thewom.it, contengono pochi carboidrati e molto magnesio, un minerale la cui mancanza – o meglio insufficienza – secondo alcuni studi, contribuisce ad aumentare il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Anche gli asparagi, che contengono una fibra chiamata inulina, contribuiscono alla produzione di insulina, e quindi aiutano a ridurre i livelli di glicemia nel sangue. E poi ancora cavolfiore, broccoli, persino i peperoni.

Per quanto riguarda la frutta, su cui ci sono pareri contrastanti, come fa sapere fondazioneveronesi.it, la regola sarebbe che non dovrebbe contenere più di 15 grammi di carboidrati per porzione. Meglio evitare (o comunque ridurre al minimo e saltuariamente) “cachi, fichi, banane, uva, frutta secca, canditi e frutta sciroppata”. E attenzione ai succhi di frutta industriali, quelli che compriamo al supermercato, che spesso sono ricchi di zuccheri aggiunti. “Via libera invece, seppur con moderazione, a mele, pere, nespole, fragole, albicocche, arance, pesche e lamponi” scrive ancora il sito.

Pane e pasta poi meglio integrali, poiché le fibre contenute rallentano l’assorbimento degli zuccheri. E i legumi? Vanno bene, ma abbinandoli ai cereali, possibilmente. Secondo diabete.com anch’essi rallentano l’assorbimento dei carboidrati, ma bisogna fare sempre attenzione a cosa vengono associati, appunto. Se mangiati con pasta o pane, infatti, il quantitativo di carboidrati aumenta. Ecco perché meglio associarli a cereali, per un piatto bilanciato e saziante.

Infine la solita raccomandazione: meglio evitare cibi ricchi di grassi, come ad esempio anche insaccati, alcuni formaggi e i wurstel, il classico cibo spazzatura e ovviamente i dolci. Come abbiamo visto anche il cibo può aiutarci a stare bene, ma se hai dubbi chiedi sempre al tuo medico, che saprà consigliarti al meglio.

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