Nella storia alimentare e della nutrizione, l’uomo ha affrontato sia il digiuno involontario che il digiuno volontario. Pensiamo alle carestie, epidemie e povertà, alle tradizioni religiose ma anche alle prime scoperte di nutrizione.
Il digiuno intermittente è una pratica che, sebbene sia stata adottata storicamente in diverse forme. Ed è diventata oggetto di studio scientifico più approfondito solo a partire dal Novecento. Questo approccio, noto anche come restrizione calorica intermittente, implica l’alternanza tra periodi di digiuno e di alimentazione regolare, con l’obiettivo di ottenere benefici come la perdita di peso e il miglioramento della salute metabolica.
Nel corso degli anni, il dibattito scientifico sul digiuno intermittente si è intensificato, con ricerche che hanno esplorato sia i benefici sia gli effetti collaterali di questo regime alimentare. Tra i principali studiosi in questo campo, il professor Valter Longo, esperto di biogerontologia e direttore dell’Istituto sulla Longevità alla University of Southern California, ha contribuito in modo significativo alla comprensione di queste pratiche. Longo ha spiegato che i benefici del digiuno intermittente possono variare a seconda del metodo adottato e che è cruciale seguire indicazioni mediche precise.
Longo ha discusso come alcuni approcci al digiuno intermittente, come quelli che prevedono la sospensione della colazione per periodi prolungati, possano avere effetti negativi sulla salute cardiovascolare. Ha sottolineato, quindi, l’importanza di una pianificazione alimentare ben equilibrata durante i periodi di alimentazione per massimizzare i benefici e ridurre i rischi associati al digiuno.
Che cosa sappiamo sul digiuno intermittente: come si pratica, forme diffuse, pro e contro

Il digiuno intermittente ha attirato crescente attenzione scientifica, specialmente nel XX secolo, con studi sui suoi effetti sulla longevità e sulle malattie croniche. I principali regimi dietetici includono:
- Digiuno a giorni alterni: alterna giorni di digiuno a giorni di alimentazione normale.
- Digiuno per 2 giorni a settimana: si digiuna per due giorni non consecutivi alla settimana.
- Digiuno giornaliero: si mangia in una finestra di 8-12 ore, con 12-16 ore di digiuno.
Schema alimentare tipico.
- 1° pasto: subito dopo il risveglio, include proteine e carboidrati a basso indice glicemico.
- 2° pasto: colazione completa.
- Allenamento: sessione intensa.
- 3° pasto: pranzo completo subito dopo l’allenamento.
- Finestra di digiuno: dalle 13:00/15:00 fino al mattino seguente.
Benefici. Il digiuno intermittente può favorire la perdita di peso, migliorare i parametri metabolici e la salute cardiovascolare. Alcuni studi suggeriscono che può aumentare la sensibilità all’insulina e migliorare la composizione corporea. Tuttavia, non tutti i benefici sono confermati, e l’efficacia può variare.
Contro. Tra gli svantaggi, il digiuno intermittente può causare difficoltà nel mantenimento a lungo termine, problemi di sonno, debolezza e cattivo umore. Non è adatto a tutti, in particolare a chi ha problemi metabolici o disturbi del comportamento alimentare. È fondamentale consultare un professionista della salute prima di iniziare.
Le considerazioni ultime di Valter Longo nel lungo dibattito scientifico sul tema

Valter Longo, sul Corriere, ha chiarito che non tutti i metodi di digiuno intermittente sono uguali in termini di benefici per la salute e la longevità. Le principali varianti di digiuno includono il metodo 5:2, dove si digiuna per due giorni alla settimana, e il digiuno a giorni alterni. Tuttavia, Longo avverte che il digiuno di due o tre giorni a settimana può comportare rischi significativi, come malnutrizione e perdita muscolare, soprattutto se praticato senza supervisione medica.
Tra i metodi più promettenti, Longo evidenzia il digiuno intermittente con una finestra alimentare di 12 ore al giorno. Studi recenti dimostrano che ridurre il tempo di consumo del cibo a circa 11 ore, rispetto alle comuni 14-15 ore, migliora la qualità del sonno, riduce il rischio di malattie cardiovascolari e favorisce la perdita di peso senza necessità di restrizioni caloriche estreme.
Al contrario, il metodo 16:8, che prevede 16 ore di digiuno al giorno, potrebbe aumentare il rischio di malattie cardiovascolari e mortalità. Longo osserva che saltare la colazione e mangiare in una finestra ristretta può portare a un aumento della fame e a un minore dispendio calorico, potenzialmente aggravando il rischio di malattie.
