Ma tu, come ti vedi? E sei sicuro che quello che vedi sia davvero tu?

Nunzia G.

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Passiamo un sacco di tempo a chiederci come ci vedono gli altri. È un dato di fatto, e siamo sicuri che anche tu lo fai. È normale. Esci, qualcuno ti guarda, e ti chiedi se quel piccolo brufolo che ti è spuntato sul mento (e che già ti aveva fatto passare la voglia di andare in giro) sia diventato enorme. Se ti stanno guardando per quello.

Oppure se quei nuovi jeans che quando hai messo ti piacevano tanto, non siano poco “alla moda”. E anche lì, chissà cosa staranno pensando gli altri. Certe volte ti senti al meglio, ma il più delle volte vorresti solo sparire dentro una felpa oversize. Per non parlare di quando apri TikTok, scorri tre video e improvvisamente lo specchio della tua camera sembra diventato uno di quelli deformanti, tipo luna park. Ti guardi, e ti chiedi se non dovresti essere un po’ più magro, un po’ più alto, con i capelli di una sfumatura diversa. Le labbra più carnose. Magari così gli altri ti ammirerebbero di più. Ti sentiresti più accettato.

Sai una cosa? La verità è che quando ti guardi non stai veramente vedendo il tuo corpo. Nella tua mente sono impressi filtri social, commenti perfidi ricevuti a scuola e vestiti che sembrano disegnati per dei manichini invece che per persone vere. È come se i tuoi occhi avessero un filtro.

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Il problema però non sei tu, è il modo in cui ci hanno insegnato a guardarci. L’immagine che abbiamo di noi stessi non è come una fotografia, fissa. Cambia ogni giorno, anche più volte durante la giornata. Perché dipende, appunto, da tanti fattori. Ecco perché se la mattina quando ti prepari ti vedi bene e a posto, magari per ora di pranzo passa qualcuno con la stessa maglia che però ti sembra gli stia meglio, ed arriva l’insicurezza. Stai facendo un confronto, e a meno che tu non sia assolutamente sicuro di te stesso, ne uscirai sempre battuto.

Se il tuo cruccio è farti accettare dagli altri perché ti vedi diverso, ecco, magari continua a leggere e forse potresti iniziare a pensarla diversamente.

L’immagine che hai di te

Chi ha deciso le regole del gioco?

Il modo in cui ci percepiamo non nasce così, da solo. Facci caso. Difficilmente una bambina di 7 anni si preoccupa di avere i capelli in disordine, un vestitino dello scorso anno o le scarpe che non sono l’ultimo modello. A lei non importa, perché ancora non ha subìto nessun condizionamento mentale. Perché è di questo che si tratta.

Dipende da ciò che ci circonda. Vivi in un mondo fatto di pubblicità che promuovono diete miracolose e algoritmi che ci sbattono in faccia lo stesso identico tipo di corpo “perfetto” (che non si è capito poi perfetto per chi. Chi lo ha deciso che deve essere proprio quello?) facendoci credere che sia l’unica opzione sana o attraente. L’unica possibile. Tutto il resto è da buttare.

Persino nei negozi le taglie sembrano ignorare la diversità delle forme umane, e anche da lì ci arriva il messaggio che dovremmo occupare meno spazio o essere diversi da come siamo. Che stress quando vai a fare shopping, ti provi quella bella felpa che hai visto addosso al tuo tiktoker preferito e ti sembra che a lui stia meglio, vero? Sai una cosa? Quasi sicuramente è solo una tua percezione, perché non ti vedi realmente come sei.

Anche questo è comune. Passiamo talmente tanto tempo attaccati allo smartphone che finiamo per confrontare la nostra realtà con il “meglio” degli altri filtrato da uno schermo. Succede a tantissimi, e sembra che una buona fetta di giovani oggi faccia continui confronti con influencer o profili online. Finendo per cambiare il modo di vedersi.

A volte ci fissiamo su un neo, su una cicatrice che vorremmo cancellare o su quel brufolo che sembra apparire sempre nel momento peggiore. Altre volte la rabbia arriva perché non troviamo un paio di pantaloni che cadano bene, perché quel corpo che vediamo riflesso non c’entra proprio nulla con chi sentiamo di essere davvero. Ti sveliamo un segreto (si fa per dire): la maggior parte dei tuoi amici si sente così. E in effetti se ti guardi intorno, ma per davvero, ti puoi accorgere da solo che si cerca di essere tutti uguali.

La normalità

Piccolo manuale di sopravvivenza

Quindi, ti chiederai, come si fa a non impazzire in un mondo che ti vuole sempre diverso? Non ti mentiamo, avrai ancora tante insicurezze, ma ci sono alcuni trucchi che potresti mettere in atto quando proprio non ti senti a posto.

Prima di tutto, fai pulizia. Non nella tua stanza (anche se potrebbe servire almeno a rilassare l’atmosfera a casa). Intendiamo, se scorrendo il feed di Instagram o TikTok ti imbatti in profili che ti fanno sentire una schifezza, premi quel tasto unfollow senza pietà. Molte di quelle immagini sono modificate, piallate e costruite a tavolino: non sono persone, sono filtri. Circondati invece di chi ti fa sentire bene, di chi è reale e non ti mette ansia da prestazione.

Un altro trucco è cambiare il modo in cui parli a te stesso. Siamo sempre i nostri critici più severi, ma prova a chiederti: diresti mai al tuo migliore amico le stesse cose cattive che dici al tuo riflesso nello specchio? Probabilmente no. Ogni tanto allora prova a notare anche le cose che ti piacciono. Magari hai un bel sorriso, o semplicemente ti piace come i tuoi capelli stanno oggi.

E come abbiamo accennato prima, la prossima volta che ti trovi in un posto affollato – in piazza, al centro commerciale o in metro – guarda le persone. Ma guardale davvero. Ti accorgerai che nessuno è “perfetto” come in quei video di 15 secondi, eppure tutti vivono, ridono e si vestono come gli pare. La normalità è molto più varia e interessante dei filtri.

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