Pulire l’aria di casa con le piante: i filtri naturali contro lo smog domestico

Nunzia G.

piante in casa

Quando parliamo di pulizie, ci vengono subito in mente i pavimenti che brillano o i vetri senza aloni. Ma c’è una parte della casa che non possiamo spazzare con la scopa, ed è l’aria che respiriamo. Tra mobili, tappeti e prodotti spray, l’aria delle stanze rischia di diventare “pesante” senza che ce ne accorgiamo. Senza contare le sostanze nocive liberate da pitture, impregnanti del legno dei nostri mobili e smog che viene dall’esterno (compreso il fumo di sigaretta, certo).

Beh, c’è un modo per mantenere l’aria in casa pulita. Ovvero utilizzare le piante.

L’idea che le piante possano “pulire” la nostra casa non è una moda recente: già nel 1989 la NASA studiava come utilizzarle per combattere l’inquinamento domestico, accorgendosi che molti edifici moderni intrappolano sostanze nocive. Da allora, queste soluzioni verdi sono entrate in tantissime case come veri e propri filtri naturali capaci di assorbire tossine e regolare l’umidità.

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Tuttavia, è bene restare con i piedi per terra: le piante non fanno miracoli. Sebbene siano ottime alleate per migliorare la qualità dell’aria e garantire un ambiente più igienico, non possono di certo sostituire una buona ventilazione o una pulizia profonda. Non aspettatevi insomma che un vasetto in un angolo risolva ogni problema di inquinamento. Ma portano comunque tanta serenità, abbelliscono gli ambienti e già solo per questo è il caso di portarle nelle nostre case. Se poi sono anche un po’ utili a purificare l’aria, è sicuramente un plus. Ma quali sono queste piante? Vediamone qualcuna, e che effetti ha.

Le piante che combattono l’inquinamento

Ci sono tre piante che rappresentano un tris vincente e hanno più o meno le stesse caratteristiche: il Tronchetto della felicità, l’Aloe e il Ficus.

Il Tronchetto, ad esempio, è perfetto per chi ha l’abitudine di fumare in casa o ha mobili nuovi che rilasciano quegli odori chimici un po’ forti, tipici della formaldeide.

L’Aloe invece è la compagna ideale per la zona notte: mentre noi dormiamo, lei lavora in silenzio rilasciando ossigeno e ripulendo l’aria da tossine come il benzene. Inoltre richiede pochissime cure, basta solo metterla dove c’è tanta luce. A farle compagnia nel salotto ci pensa il Ficus Benjamin, che è praticamente un “tuttofare”: si occupa di filtrare tutto quello che i comuni detergenti lasciano nell’aria.

Insomma, queste tre piante non si limitano ad arredare, ma creano una barriera naturale contro l’inquinamento domestico.

La Sanseveria invece è perfetta per chi ha poco tempo da dedicare alle piante ma non vuole rinunciare ad averle in casa. E sta benissimo in camera da letto. Una volta si diceva che non bisogna mai mettere piante dove si dorme, poiché durante la notte rilasciano anidride carbonica. Beh, non è esattamente così, e non è certo il caso di questa simpaticissima pianta.

La sua particolarità infatti è proprio che lavora “al contrario” rispetto a molte altre piante, producendo ossigeno proprio di notte, il che aiuta anche a tenere sotto controllo l’umidità della stanza. E oltre a neutralizzare la formaldeide che spesso si nasconde nei prodotti che usiamo per pulire, è considerata un ottimo alleato per contrastare l’elettrosmog sprigionato da smartphone e televisori che teniamo accesi vicino al letto.

Spathiphyllum e Anthurium

Ci sono poi due piante che oltre ad essere molto utili sono anche meravigliose da vedere, e già solo questo basterebbe per piazzarle in casa a fare da arredamento. Una di queste è lo Spathiphyllum, o Giglio della pace. Elegante, dalle foglie sottili e di un bel verde brillante, ha fiori bianchi che sembrano dei piccoli gigli. Anche se in realtà quelli che noi chiamiamo fiori sono brattee, e il fiore è quella spiga centrale gialla. In ogni caso è fenomenale per quanto riguarda il tenere l’ambiente purificato. Riesce a neutralizzare quasi 20 microgrammi di acetone ogni singola ora, oltre a ripulire l’ambiente da tantissimi altri composti invisibili.

Perfetto per il bagno o la cucina, perché ama l’umidità e non ha bisogno di stare sotto la luce diretta del sole (anzi, la penombra le piace molto), l’importante è ricordare di tenerlo al riparo dal freddo. Ed è anch’esso adatto a stare in camera da letto. Questa pianta è stata infatti inserita in cima alla lista delle piante più efficaci per combattere l’inquinamento indoor. È stata testata scientificamente per la sua capacità di neutralizzare i cinque inquinanti più pericolosi (tra cui formaldeide e benzene), superando quasi tutte le altre piante.

Infine, un’altra pianta utile ma soprattutto altamente decorativa è l’Anthurium. Foglie larghe e lucidissime, ha inconfondibili fiori cerati (che in realtà sono foglie modificate chiamate spate) a forma di cuore, solitamente rossi, ma hanno anche altri colori. Formidabile per eliminare l’ammoniaca che si sprigiona dai detergenti per la pulizia, è perfetto non solo per la camera da letto, ma anche per il bagno. Proprio come lo Spatifillo, ama l’umidità e la luce indiretta. Ed entrambi vanno tenuti in un certo modo: occorre tenere pulite le foglie, che attirano la polvere la quale non consente loro di “respirare” nel modo migliore. Per pulirle a fondo ed eliminare sporco ed eventuali funghi possiamo usare un batuffolo di cotone imbevuto in acqua e poco aceto diluito, ma solo sporadicamente per non rovinarle. Altrimenti solo acqua e al massimo un cucchiaio di latte per lucidarle.

Abbiamo visto quindi che le piante non sono semplici oggetti d’arredamento: sono esseri viventi che lavorano per rendere le nostre case più sane, filtrando ciò che i nostri occhi non vedono. E fanno anche tanta compagnia.

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