Usa il washlet e dì addio al bidet e alla carta igienica

Ana Maria Perez

cuanto-costa washlet

Il washlet: il water giapponese che ha (quasi) eliminato la carta igienica

Ciao a tutti e tutte, cari lettori e lettrici di NotizieDonna! Oggi parliamo di qualcosa che in Italia è ancora poco conosciuto, ma che in Giappone è diventato un vero e proprio standard domestico: il washlet, ovvero il water con bidet integrato che ha cambiato il modo in cui milioni di persone si prendono cura della propria igiene personale. Noi italiani siamo abituati al bidet fin da piccoli e spesso ci dimentichiamo che nel resto del mondo questa abitudine è tutt’altro che scontata. Eppure, come vedremo di seguito, questo strumento non ha nulla da invidiare al nostro sanitario per la pulizia dell’intimo.

In questo articolo spieghiamo perché il washlet è uno strumento davvero interessante: nasce proprio per rispondere a un’esigenza che la sola carta igienica non riesce a soddisfare e che, nelle dimensioni contenute delle case attuali – soprattutto nelle grandi città –, aiuta a risparmiare lo spazio del bidet e, nel contempo, garantisce un maggiore comfort.

Il washlet è un water con bidet integrato che ha cambiato il modo in cui milioni di persone si prendono cura della propria igiene personale
Il washlet è un water con bidet integrato che ha cambiato il modo in cui milioni di persone si prendono cura della propria igiene personale

Da dove viene il washlet? Un po’ di storia

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il washlet non è una pura invenzione giapponese. L’idea originale si deve al medico svizzero Hans Meurer, che nel secondo dopoguerra volle creare un dispositivo per agevolare le persone anziane e con disabilità nel provvedere alla propria igiene senza doversi spostare. Quella tecnologia arrivò poi in Giappone, dove fu radicalmente trasformata. Nel 1980, TOTO presentò il modello Washlet G, con l’intento di ridefinire l’idea del bagno, sostituendo il bidet. Questo primo modello offriva già il getto d’acqua regolabile e l’asciugatura ad aria, funzioni allora considerate rivoluzionarie. Da quel momento in poi, il washlet non si fermò più.

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Per tutti gli anni Ottanta rimase un’esclusiva delle abitazioni private, ma nel 1991 fece la sua prima apparizione nei bagni pubblici. Oggi, Il Post stima che circa il 70% dei giapponesi ne possieda uno.

Come funziona esattamente?

Il washlet è, nella sua forma più semplice, un’asse del water dotata di elettronica integrata. Si monta al posto del normale sedile e non richiede lavori idraulici particolari. Molti modelli sono dotati di sensori a infrarossi grazie ai quali il coperchio si solleva automaticamente quando viene rilevata la presenza di una persona, o addirittura all’apertura della porta del bagno.

Le funzioni principali presenti anche nei modelli base di Washlet sono: getto d’acqua calda regolabile in pressione e temperatura per la pulizia intima (sia posteriore che femminile), asciugatura con aria calda, sedile riscaldato e deodorizzazione automatica. I modelli più avanzati aggiungono anche la riproduzione musicale, l’apertura e chiusura automatiche del coperchio e la pulizia automatica dell’ugello dopo ogni utilizzo. E pensate che, come non potrebbe essere diversamente, tutto si controlla con un telecomando o un pannello laterale.

Secondo TOTO, le persone che lo usano per la prima volta descrivono l’esperienza come rivoluzionaria: dopo aver scoperto la comodità del lavaggio intimo con acqua, difficilmente tornano all’uso della sola carta igienica, e sono anche felici di rinunciare al bidet.

Rispetto al bidet,  i modelli più avanzati di Washleet aggiungono anche la riproduzione musicale, l'apertura e chiusura automatiche del coperchio e la pulizia automatica dell'ugello dopo ogni utilizzo
Rispetto al bidet, i modelli più avanzati di Washleet aggiungono anche la riproduzione musicale, l’apertura e chiusura automatiche del coperchio e la pulizia automatica dell’ugello dopo ogni utilizzo

Chi ha inventato il washlet? Il ruolo di TOTO

TOTO, il cui nome è un’abbreviazione delle parole giapponesi Tōyō Tōki (“ceramiche orientali”), fu fondata nel 1917 a Kitakyūshū. È l’azienda che ha brevettato il washlet e ne ha fatto un simbolo della comodità per la pulizia intima in Giappone.

Tuttavia, nonostante le ottime premesse, dobbiamo dire che il percorso verso il prodotto finale fu tutt’altro che semplice: trecento collaboratori vennero coinvolti in ricerche ergonomiche dettagliate, e furono studiate le esigenze specifiche sia degli uomini che delle donne, per un risultato davvero soddisfacente per tutti. Pensate che nel 2025 TOTO ha raggiunto quota 70 milioni di washlet venduti nel mondo dal primo modello; se teniamo in considerazione che le stime delle vendite di bidet in un anno vanno dai 40 ai 60 milioni, abbiamo detto tutto.

Pregi e difetti: vale davvero la pena?

Come ogni prodotto, il washlet ha i suoi punti di forza e le sue criticità. Vediamo insieme i principali.

I pregi:

  • Consuma meno acqua rispetto all’uso combinato di WC e bidet separati, e richiede meno prodotti detergenti.
  • È ideale per chi ha un bagno piccolo e non ha spazio per installare un bidet separato.
  • È utile per gli anziani, le persone con mobilità ridotta o con problematiche intestinali.
  • Riduce significativamente il consumo di carta igienica.

I difetti:

  • Essendo un sanitario tecnologicamente avanzato, richiede un minimo di apprendimento per usarlo correttamente.
  • Ha bisogno di una presa elettrica vicino al water, che in molti bagni italiani non è presente.
  • I modelli di qualità hanno un costo non trascurabile.
  • In caso di guasto, la riparazione richiede un tecnico specializzato.

Si può comprare in Italia? E quanto costa?

Il washlet si trova anche nel nostro paese, anche se non è ancora molto diffuso. I prezzi variano da circa 200 euro per i modelli base fino a oltre 1.000 euro per le versioni premium. I modelli top di gamma TOTO con funzioni complete possono arrivare anche oltre i 2.500 euro. Chi vuole avvicinarsi al mondo del washlet senza spendere cifre importanti può partire dai sedili bidet elettronici, che si applicano al water esistente e costano a partire da 200 euro circa.

Potrete trovare i washlet nel nostro Paese nei negozi di sanitari specializzati, in alcuni grandi store del settore arredo e online su Amazon e siti di e-commerce dedicati. Il sito ufficiale di TOTO Europa (eu.toto.com) offre una panoramica completa dei modelli disponibili per il mercato europeo. Per chi vuole approfondire la gamma, anche Geberit — azienda europea leader del settore — propone soluzioni simili.

Potrete trovare i washlet nel nostro Paese nei negozi di sanitari specializzati, in alcuni grandi store del settore arredo e online su Amazon e siti di e-commerce dedicati

Washlet e sostenibilità: una questione di risorse

Un aspetto che spesso non viene considerato è quello ambientale, a cui, sapete, noi teniamo tantissimo, poiché siamo consapevoli che eliminare o ridurre l’utilizzo della comune carta igienica ha un impatto concreto in termini di consumo di acqua, energia e materiale legnoso. Secondo alcune stime, per produrre un solo rotolo di carta igienica servono circa 140 litri d’acqua. Se ci pensate, l’utilizzo dell’acqua direttamente per la pulizia personale, con getti mirati e calibrati, risulta in molti casi molto più efficiente. Non è una soluzione magica, ma è un fattore che vale la pena considerare se stiamo attenti all’impatto delle nostre scelte.

Per chi vuole approfondire il tema del consumo idrico e della sostenibilità domestica, l’Agenzia Europea per l’Ambiente offre risorse e dati aggiornati.

Vale la pena provare il washlet e rinunciare al bidet e alla carta igienica?

Se avete una presa elettrica disponibile vicino al water, la risposta è: sì, sicuramente vale la pena almeno considerarlo, soprattutto se state ristrutturando o cambiando i sanitari. Non è un lusso strettamente necessario, ma chi lo prova raramente torna indietro. Per chi viaggia spesso in Giappone o è semplicemente curioso di capire come funziona prima di acquistarne uno, la pagina dedicata sul sito ufficiale di TOTO Europa è un ottimo punto di partenza.

Vi abbiamo incuriositi? Conoscevate questo strumento destinato a sostituire nel tempo il bidet?

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