Grey’s Anatomy, un successo che si spiega con questi 5 motivi

Serena De Filippi

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Ci sono serie televisive che non conoscono crisi: Grey’s Anatomy, nonostante tutto, nonostante siamo ormai alla ventunesima stagione, rientra tra queste. Che poi sono pure poche: la maggior parte delle serie di lunga data, una volta giunte alla decima stagione, hanno poi avuto in qualche modo uno stop, non solo creativo. Come dire: a tutto c’è una fine. Ma non a Grey’s Anatomy, perla dei Medical Drama creata da Shonda Rhimes in onda tutt’oggi, nonostante il cast completamente stravolto rispetto all’originale.

Scopriamo i segreti del suo successo: l’articolo contiene spoiler. Spettatore avvisato, mezzo salvato!

La potenza inarrivabile delle prime stagioni

Ogni fan di Grey’s Anatomy conosce probabilmente le prime quattro stagioni a memoria, se non fino alla settima, probabilmente stagione che fa da spartiacque tra un prima e un dopo. Possiamo poi disquisire di come l’ottava stagione e il suo finale abbiano totalmente cambiato le fondamenta di Grey’s Anatomy, ma l’uscita di scena di Izzy Stevens, seguita da quella di George O’Malley, ha sconvolto i fan.

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Eppure, le prime stagioni le rivediamo più che volentieri, apprezzando oggi più che mai tutti quei dettagli che vanno a comporre un quadro complicatissimo. Una chicca su tutti: in ascensore, Meredith Grey aveva una volta confidato di avere ben chiara la caducità della vita e di temere che Derek morisse in uno scontro d’auto. Vi lasciamo riflettere.

Ogni episodio è una storia a sé, ma segue il filone principale

Un altro dei successi di Grey’s Anatomy è sicuramente la struttura di ogni episodio: la stagione segue sempre un filone principale con storie, trame e sotto storie, anche secondarie, ma in ogni episodio conosciamo nuovi personaggi e pazienti diversi. Questa creatività di fondo non si esaurisce, anche perché ogni episodio è ispirato a una storia medica vera. Attingendo da un bagaglio potenzialmente infinito, gli sceneggiatori sanno sempre come offrire qualcosa di nuovo senza annoiare. Anche quando abbiamo perso come punto di riferimento alcuni personaggi… e tra poco ne parleremo.

Meredith Grey, odi et amo

Meredith Grey è un po’ l’emblema di Grey’s Anatomy: è con lei che cresciamo, evolviamo, ma soprattutto scopriamo, mediante il suo filtro, le storie degli altri personaggi. E con lei empatizziamo, fino a provare amore e odio: talvolta detestabile, soprattutto agli inizi, quando ancora doveva trovare la sua strada e dimostrare di essere straordinaria in primis a se stessa, e solamente dopo alla madre Ellis. E a tutti gli altri.

Ci piace essere coinvolti emotivamente dalle storie dei personaggi

La grande verità: amiamo soffrire. Si deve essere in qualche modo sadici per essere grandi amanti e fan di Shonda Rhimes, mente geniale, sopraffina, ma soprattutto una donna che ha sempre dimostrato il suo valore in termini di scrittura televisiva (oltre Grey’s, citiamo Le regole del delitto perfetto e Bridgerton). Ci sentiamo coinvolti in prima persona: soffriamo per loro e con loro. Come dimenticare la morte di George O’Malley? E quella di Derek? Ecco… parliamo proprio di lui: il Dottor Stranamore.

Derek: ieri, oggi, domani

E come non citare Derek Sheperd in questa lista di 5 motivi per cui Grey’s Anatomy ha avuto un successo fenomenale? Derek è il prototipo di uomo che tutti noi abbiamo sognato e ricercato per anni senza mai trovarlo. Derek ha luci e ombre, è un uomo, un grande professionista, un genio. E la sua storia d’amore con Meredith ci ha insegnato e lasciato molto: il rispetto, la lealtà, la voglia di stare insieme e di aspettare.

Ecco: aspettare. Un amore che ci ha messo tanto per essere concretizzato: “Prendi me, scegli me, ama me”. Tutti ricordiamo questa frase, detta da Meredith a Derek: e noi abbiamo aspettato con lei. Per poi vedercelo portato via, ma lui non se n’è mai andato: è rimasto come fantasma, come colonna portante. E noi fan… ad attendere che venga di nuovo menzionato.

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