Quando si entra in quella fase della vita chiamata menopausa (e purtroppo tocca a tutte, prima o poi) di solito ci si prepara psicologicamente alle vampate di calore o a dover combattere un po’ di più con la bilancia. Perché spesso è solo di questo che si parla. Quello che quasi nessuno ti dice, però, è che potresti iniziare ad accorgerti che la tua memoria e la tua velocità mentale non sono più quelle di una volta.
Non è solo una tua impressione: le trasformazioni ormonali che affrontiamo in questo periodo infatti non si fermano al corpo, ma arrivano dritte al cervello. Come ha spiegato la neurologa Alessia Catania su vanityfair.it, iI nostro cervello possiede aree specifiche che reagiscono direttamente agli estrogeni e al progesterone. Questi ormoni non servono solo alla fertilità, ma aiutano le cellule nervose a scambiarsi informazioni e a produrre l’energia necessaria per far funzionare bene la mente ogni giorno.

Menopausa e cervello: cosa succede davvero
La menopausa non arriva all’improvviso, da un giorno all’altro, ma è preceduta da un periodo che può durare anche diversi anni. La perimenopausa, questo il suo nome, è caratterizzata da fasi altalenanti di produzione di ormoni. E tutti questi cambiamenti influenzano direttamente le zone del cervello che controllano la memoria e lo stato d’animo. È per questo motivo che può capitare di avere sbalzi d’umore improvvisi o di avere piccoli vuoti di memoria, come dimenticare cosa si doveva fare o comprare al supermercato.
Uno dei disturbi più comuni in questa fase infatti è la cosiddetta brain fog, continua l’esperta, ovvero quella sensazione di confusione e mancanza di lucidità che potrebbe esserti già accaduta, magari spaventandoti. Ad esempio, potresti dimenticare i nomi delle persone, perdere il filo del discorso mentre parli o sentire la necessità di scrivere ogni minimo impegno per non dimenticarlo. Non sei l’unica: secondo la neurologa citata questo disturbo riguarda tra il 40% e il 60% delle donne.
Ma anche se può creare ansia, soprattutto se hai ancora una vita lavorativa attiva, non si tratta per fortuna di un problema permanente. Il cervello sta semplicemente attraversando un periodo di adattamento perché deve imparare a funzionare con livelli più bassi di estrogeni.
Esiste poi anche un legame tra la qualità del riposo e la memoria: chi soffre spesso di sudorazioni notturne e vampate tende a sentirsi più confusa durante la giornata. Ovviamente, dormendo poco e male, è chiaro che al mattino non ci sentiamo esattamente delle leonesse.

Piccole strategie quotidiane per una mente sempre giovane
La buona notizia è che non bisogna restare a guardare e aspettare che passi. Oggi la scienza e la medicina hanno fatto passi da gigante, e quelli che prima sembravano problemi o disturbi con cui semplicemente imparare a convivere, possono invece essere curati. Si può fare molto già cambiando alcune abitudini quotidiane.
La dottoressa suggerisce che mantenersi attive fisicamente e continuare a imparare cose nuove sono ottimi modi per conservare la mente in salute. Quindi via libera ad attività fisica leggera, fosse anche una semplice passeggiata giornaliera. E magari è l’occasione per iscriversi a un corso che abbiamo sempre rimandato per mancanza di tempo. Pittura, scultura, musica, ballo. Non importa, l’importante è imparare e mantenere la mente in movimento.
Anche la vita sociale conta molto, stare in mezzo agli altri, confrontarsi con le idee altrui, così come cercare di dormire a orari regolari.
Infine un aiuto importante arriva anche dalla tavola, come sempre: seguire la dieta mediterranea, preferendo cibi ricchi di omega 3 e antiossidanti come salmone e verdure a foglia verde, aiuta a proteggere i neuroni. Questo poi è ancora più vero se ci sono altri fattori di rischio come il diabete o la pressione alta.
Le variazioni biologiche sono fondamentali, ma non sono l’unica cosa che conta. Ogni donna vive questo passaggio in modo diverso e anche l’aspetto psicologico ha il suo peso. Proprio per questo, è fondamentale non affrontare tutto da sole.
Rivolgersi a uno specialista permette di trovare la soluzione più adatta, che non deve essere per forza farmacologica. A volte, oltre alla terapia ormonale o agli integratori, possono fare la differenza tecniche di gestione dello stress o un supporto psicologico. L’importante è sapere che non siamo sole, e che non è una cosa che accade solo a noi.
